«Datemi i miei soldi» Protesta al ristorante
Una mamma di Massa rivendica lo stipendio della figlia I titolari: «Paghiamo, ma le accuse sono diffamatorie»
FINALE
Dopo tre sere trascorse davanti al locale, la protesta di una madre di Massa per avere i mille euro che i titolari dovevano da aprile alla figlia ha raggiunto il suo obiettivo. I gestori, infatti, oggi in mattinata daranno alla donna il compenso dell’ultimo mese in cui la 26enne ha prestato servizio come cameriera part time e regolarmente assunta. Il ritardo maturato nel pagamento aveva infatti portato la donna a mettere in atto il sit-in che mercoledì ha trovato una valvola di sfogo anche su Facebook. Dove la madre ha postato una foto con un cartello al collo in cui rivendicava chiaramente le ragioni della sua mobilitazione.
«Volevo solamente che venisse dato a mia figlia quello che le spetta - spiega - e sono contenta che alla fine i gestori ieri mi abbiano contattata per dirmi che mi avrebbero consegnato i mille euro, con tutti i conteggi di ferie e permessi, che le dovevano da aprile. Mia figlia ha fatto la cameriera part-time in questo locale per più di un anno, prima di trasferirsi a vivere e lavorare all’estero a settembre. Avrei voluto portasse via con sé quei soldi, le avrebbero fatto comodo, ma non ha potuto perché non le erano ancora stati dati. Ecco perché ho deciso di protestare “picchettando” davanti al ristorante. L’ultima sera, mercoledì, ad un certo punto è uscito anche uno dei cuochi giovani che, alterato per la mia presenza, mi ha urlato di andarmene, dandomi una piccola spinta. Mi è dispiaciuto arrivare fino a questo punto, sia per quel ragazzo che per il locale, che è storico a Massa, ma volevo capissero che è giusto pagare i giovani che come mia figlia hanno lavorato, per dare loro il buon esempio».
I titolari del ristorante, però, nonostante abbiano consegnato alla donna le spettanze della figlia, passeranno ugualmente alle vie legali. «Denunceremo la madre per diffamazione - tuona uno dei soci - quanto spettava alla ragazza non era la sua ultima busta paga, regolarmente pagata, ma solo la quota di ferie e Tfr. E quello che la mamma non sapeva, e che le ho riferito quando è venuta da me un po’ di tempo fa, è il comportamento che ha avuto la ragazza. Una volta, a causa di suoi atteggiamenti, ha mandato via dei clienti e in presenza di testimoni, causandomi un danno. Come non ha dato il giusto preavviso quando, ad aprile, dopo che il mese le era stato pagato ha deciso di non lavorare più per noi, mandando un semplice messaggio. Ecco perché non mi va, quindi, di passare per uno che non paga i dipendenti, cosa invece mai accaduta». —
VALE. C.
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