Psico-sette, il pericolo è anche in Emilia
Don Aldo Bonaiuto dell’associazione Papa Giovanni: «Tramite “guru” plagiano e rovinare le persone». Come difendersi
«Non tutte le sette sono sataniche, ma tutte le sette sono diaboliche.»
Questo il nucleo della conferenza tenuta da Don Aldo Bonaiuto mercoledì sera a Colombaro. Esorcista, Don Aldo, è anche responsabile del servizio Antisette dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che, tra le varie cose, si occupa di offrire assistenza alle famiglie delle persone plagiate dalle sette.
Un fenomeno, questo, sempre più diffuso in tutte le regioni d’Italia e tra tutti i ceti. Non importa il livello di istruzione o la condizione economica: è soprattutto la fragilità mentale che porta le persone a cadere in queste trappole.
«Non appena si presenta un problema - ha spiegato Don Aldo – si cerca sempre una risoluzione immediata, specialmente se, ad essere compromessa, è la salute. Quando si incappa in queste sette, si pensa di trovarsi di fronte a persone in grado di risolvere ogni problema.» Non è così scontato riconoscere una setta: ne esistono numerose, hanno varie sfumature e agiscono in modi differenti. Parlare di sette è come districarsi in mezzo ad una giungla.
Anche in Emilia Romagna e, in generale, nel nord Italia, questo fenomeno sta prendendo sempre più piede: sono soprattutto le psico-sette ad essere diffuse in queste zone. Ma, esattamente, come agiscono? Questo tipo di setta mette in atto un piano ben organizzato che ha, come punto finale, la totale schiavizzazione della persona. In un primo momento, c’è la fase detta “love bombing”: un’esplosione di attenzioni verso il nuovo affiliato, che, finalmente, si sente compreso sotto tutti i punti di vista. Ma, ovviamente, non è tutto oro quel che luccica, ed è così che arriva il “brain washing”: si analizza la persona, si trovano i suoi punti deboli e, soprattutto, si arriva ad ottenere la sua massima fiducia. Ed è in questo momento che avviene il salto di qualità: «La vittima inizia ad essere psicologicamente orientata e portata a seguire i dettami dei guru. Si trova ad essere schiavizzata, e, poiché solo l’amore salva, la si lascia isolata, le si fanno abbandonare gli affetti più cari. A volte, anche il lavoro, se questo non è utile alla setta.»
Ci sono anche le “sette del potere”, che sono molto sofisticate e subdole, perché si servono di uno strumento di facile attrazione: la promessa di successo, di affermazione, di una carriera importante. Nel ceto medio-alto, poi, particolarmente diffuse sono le sette magico-esoteriche, che appartengono ad un mondo che si affida alla magia nera e alla stregoneria. Rimanere intrappolati nella rete delle sette è molto più facile di quanto si possa immaginare; non è altrettanto semplice uscirne. Migliaia le persone coinvolte; tanti, ma spesso difficilmente riconoscibili, possono essere i segnali.
Secondo Don Aldo, ad esempio, l’ascolto di particolari tipi di musica, come il brutal death metal, può essere un indicatore di pericolo. Persino un improvviso cambiamento del regime alimentare dovrebbe allarmare: esistono infatti applicazioni per gli smartphone, che promettono diete miracolose, dietro cui si cela il tentativo di plagiare e affiliare vittime, indebolendole, innanzitutto, dal punto di vista fisico.
Un inspiegabile allontanamento da amici e familiari, non è poi certamente da sottovalutare. Ed è per questo motivo che il servizio Antisette ha un numero verde dedicato, per offrire assistenza, indirizzare verso psichiatri qualificati o, se necessario, coinvolgere le forze dell’ordine. «I nostri telefoni – ha concluso Don Aldo - squillano in continuazione.» —
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