Gazzetta di Modena

Modena

IL CASO 

«Sull’operazione polisportive c’è poca trasparenza»

Luca Gardinale

Dubbi sulle spiegazioni dell’assessore Guerzoni. Chincarini chiede chiarezza e M5S e Lega si dicono contrari all’estensione dei diritti di superficie al 2045.  

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Riaprire il dibattito sul futuro delle strutture sportive modenesi, pensando anche a strumenti nuovi per gestirle. A chiederlo è il gruppo consiliare M5S, che interviene così sulla querelle polisportive alla vigilia della decisione di Coop Spazio, la megasocietà di gestione che comprende le dodici principali polisportive modenesi, di inglobare Sport Village 161, il gruppo nato nel 2016 per gestire la grande area sportiva ex Cnh della Sacca. Una decisione che, se sarà confermata dall’assemblea di Coop Spazio prevista lunedì, comporterà anche l’estensione dei diritti di superficie della società, e dunque di tutte le polisportive aderenti, dall’attuale scadenza del 2027 al 2045, con una proroga di ulteriori 18 anni.

Una manovra che per il Movimento 5 Stelle è «legittima, ma che sviluppa alcune riflessioni. Partiamo da un caso specifico - spiega il consigliere Luca Fantoni - all’inizio della consigliatura, sull’area ex Cnh, ora diventata Sport Village, ponemmo alcuni dubbi su come fu gestito il passaggio. E visto che ora si pensa di inglobare l’area all’interno di Coop Spazio per darle maggiore solidità, ci chiediamo se siano già nati problemi economici o di gestione. Ne saremmo stupiti, perché al tempo non venne tenuta in alcun conto l’esperienza di chi l’aveva gestita prima con profitto». Per quanto riguarda la conseguente proroga dei diritti di superficie al 2045 per le polisportive che fanno parte di Coop Spazio, il M5S critica «decisamente questa possibilità, poiché non sarebbe conforme al principio di trasparenza con cui l’amministrazione ha deciso di improntare i bandi sulle strutture sportive in questi ultimi anni. Considerata anche la vicinanza delle prossime elezioni amministrative - incalza Fantoni - siamo convinti che il dibattito sul futuro delle strutture sportive, polisportive comprese, debba essere riaperto: è ora di individuare strumenti nuovi di controllo e di gestione che possano racchiudere i diritti di superficie e non solo in una visione manageriale, che possa diversificare le attività nelle varie strutture e individuare gli investimenti in un’ottica di più ampio respiro, consentendo una programmazione più efficace da parte dell’amministrazione». Il consigliere pentastellato chiude così con una domanda rivolta all’assessore Guerzoni: «Perché non tirare fuori dagli impolverati cassetti comunali il progetto della Fondazione Sportiva, un soggetto che anche a Modena gestisca con maggior managerialità tutti questi impianti?». Un’operazione che ha lasciato perplessa anche la Lega, che vede il rischio «di creare un unico moloch - spiega il commissario provinciale Stefano Bargi - che finirebbe per soffocare le realtà più piccole dello sport nell’assegnazione di strutture e risorse.

Peraltro, è poco opportuno che una decisione di questa portata arrivi a sei mesi da una tornata elettorale così importante per Modena». Ma sul caso polisportive interviene anche la sinistra: «L’importanza dell’aggregazione e dei valori espressi dalle polisportive negli anni - spiega Marco Chincarini del gruppo “Modena bene comune” - non devono essere messe in dubbio. Resta il fatto che dovremo osservare bene l’evoluzione di questa proposta, perché non vorremmo che si riducesse a un escamotage per prolungare le concessioni». —

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