Carpi. Il poligono resterà chiuso almeno un anno «Un danno impossibile da quantificare»
La struttura è di proprietà del Genio Militare. Il presidente Martinelli: «Vorrei capire cos’è accaduto, ma è tutto sequestrato»
CARPI. «Sarei contento e ottimista se potessi dire che riapriremo tra un anno». Un misto di sconforto e rabbia trapela dalle parole di Giuseppe Martinelli, presidente del Poligono di tiro di Cibeno. A 24 ore dall’incendio che ha devastato l’edificio di via Chiesa, Martinelli è ancora sul posto. Vorrebbe guardare, capire, verificare, ma non gli è concesso: la struttura, di proprietà del Genio Militare, è stata chiusa poiché inagibile, ed è sotto sequestro in attesa che i rilievi e le indagini facciano luce su quanto realmente è accaduto nel primo pomeriggio di giovedì.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17447188:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/carpi-rogo-distrugge-il-tirassegno/105578/106185]]
Erano le 14.30 e la struttura sportiva di via Chiesa a Cibeno in quel momento ospitava una decina di persone impegnate ad esercitarsi al tiro. Improvvisamente, dalla linea 5 un frequentatore abituale ha sparato un colpo e nel giro di pochissimi secondi sono iniziate le fiamme.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17443748:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2018/11/09/news/carpi-tiro-a-segno-prima-lo-sparo-poi-le-fiamme-distrutto-il-poligono-vivi-per-miracolo-1.17443748]]
«Non ero sul posto in quel momento - racconta Martinelli - mi ci sono precipitato non appena saputa la notizia». Una colonna di fumo nero si è alzata in cielo, visibile anche a chilometri di distanza: in quegli istanti l’uomo dalla cui arma era partito il colpo ha cercato di prendere l’estintore nonostante fosse ferito a un dito, ma il calore sprigionato dal rogo gli ha bruciato il viso; un altro tiratore, William Masoni, è rimasto intrappolato in bagno ed è poi stato liberato da polizia e vigili del fuoco, mentre anche una terza persona è rimasta lievemente ferita. Tutti sono stati medicati e dimessi con qualche giorno di prognosi per aver respirato fumo.
«Un danno impossibile da calcolare - spiega Martinelli - ma molto alto. Così come sono difficilmente quantificabili i tempi di riapertura: si dovrà attendere il dissequestro, valutare gli interventi da realizzare e cominciare a metterci materialmente mano. Un aiuto, forse, potrà venire dall’assicurazione».
Per domare l’incendio si è reso necessario l'intervento di diverse squadre dei vigili del fuoco che hanno lavorano tutta la notte per evitare il formarsi di focolai. Esclusa da subito la pista dolosa, proseguono indagini e perizie che fin dai momenti successivo lo spegnimento dell’incendio paiono propendere per la presenza sul pavimento del poligono di polveri e scorie di ricaduta che, dopo lo sparo e la scintilla, avrebbero causato il disastro. Nel frattempo, le armi presenti al poligono - una trentina in totale, alcune delle quali appoggiate al muro al momento dell’incendio - sono state trasferite al commissariato di Polizia dove resteranno in custodia e analizzate. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
