Gazzetta di Modena

Modena

la riorganizzazione 

Madonna di Sotto Ancora e Braida: le tre parrocchie ora si uniscono

Alfonso Scibona

Diverranno “Unità Pastorale” come le altre zone della città Il coordinatore designato e don Giovanni Saccani L’ufficializzazione a giorni

2 MINUTI DI LETTURA







Si chiude il cerchio della riorganizzazione nelle parrocchie sassolesi. L’ultimo “tassello” riguarda la zona nord della città, dove vi sono da decenni le parrocchie di Braida, di Madonna di Sotto e di Ancora. Queste ultime sono destinate a formare una “unità pastorale” unica: il coordinatore designato è don Giovanni Saccani, parroco di Braida.



Di recente si sono tenute un paio di riunioni a riguardo , con l'intento di accelerare i tempi della costituzione. Tempi che erano slittati in passato per una sorta di pressione da parte di don Achille Lumetti, che non vedeva ancora matura questa nuova forma istituzionale. Decisione che è stata così rinviata ma nelle prossime settimane, dopo la scomparsa di don Lumetti nel marzo del 2015, verrà formalizzata.



La scelta del vescovo di dare a don Saccani la responsabilità della nuova unità pastorale - che potrebbe chiamarsi “Natività della Beata Vergine” - dipende dal fatto che il numero di sacerdoti che operano in queste tre parrocchie è ridotto al lumicino. Oltre al parroco di Braida ci sono don Umberto Lumetti (fratello dell'ex parroco don Achille), don Carlo Lamecchi (che sarà lontano per tanto tempo, in quanto colpito da una grave malattia), nella parrocchia di Madonna di Sotto; don Ulderico Palazzi, nella parrocchia dell'Ancora (in un primo momento annessa all'unità pastorale del centro).

Con quest'ultima operazione Sassuolo avrà così 3 unità pastorali. Le altre due sono quella del “Centro”, che conta la parrocchia di San Giorgio, la parrocchia di Sant'Antonio (ex fratini) e la parrocchia di San Giovanni Neumann (al parco); c'è poi quella del “Carmelo” che annovera la parrocchia di Rometta, quella della Consolata e quella di San Michele (con abbinata anche la chiesa di Pigneto, che sarebbe sotto Prignano ma da tempo annessa a San Michele).

Una decisione che anche nelle altre zone della città ha proposto un rimescolamento di carattere generale, coinvolgendo sia i sacerdoti che le abitudini dei parrocchiani. Don Giovanni Rossi si occupa ora del centro e don Marco Ferrari dell’area sud.



Il motivo principale che ha spinto il vescovo di Reggio Emilia (Sassuolo rientra in quella “giurisdizione”) a questa riorganizzazione è senza dubbio la scarsità di sacerdoti a disposizione; anche se la formazione di unità pastorali rimane comunque una delle prerogative della Chiesa moderna.

Per l'ufficializzazione della nuova aggregazione di parrocchie a nord della città si dovrà attendere forse la fine dell'anno, al massimo l'inizio del 2019. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google