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Muzzarelli sui richiedenti asilo «Continueremo ad occuparli»

Sindaco contro il governo: «Si accusano i richiedenti asilo perchè non fanno nulla poi si vieta di utilizzarli». Il vescovo: «Segni di chiusura anche nella Chiesa locale»

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«Siete coraggiosi a parlare di questo tema. Ma è indispensabile farlo al di là dei luoghi comuni».

E’ questo il leitmotiv della prima giornata del Festival della migrazione aperto dai saluti del Prefetto di Modena, del sindaco, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio e del vescovo.

Il primo cittadino ha esordito attaccando il decreto Salvini: «Non ci renderà più sicuri, accadrà il contrario: né umanità né sicurezza, anzi porterà più irregolari e più insicurezza» ha detto. Per Muzzarelli serve «severità e rigore, ma non a scapito dei diritti umani». La vera integrazione, per Muzzarelli, passa dal governo dei fenomeni migratori nel rispetto di chi emigra e di chi accoglie. «Servono umanità e fermezza, difendendo i diritti di tutti e facendo rispettare i doveri di tutti: non possono esserci diritti senza doveri e per chiedere doveri dobbiamo saper dare diritti». Di qui la proposta.

«Come si può tuonare tutti i giorni contro i richiedenti asilo che non fanno niente - ha detto - e poi penalizzare i Comuni che li impiegano per lavori utili, per la pulizia delle strade o dei giardini? Da una parte si nega la mensa ai bambini stranieri dall’altra si nega la possibilità ai richiedenti asilo di restituire con il loro impegno un pò dell’accoglienza che ottengono. A Modena continueremo a incentivare questo tipo di attività: chi viene da fuori deve accettare le regole e contribuire al bene pubblico in cambio di ciò che riceve».

Il vescovo ha aggiunto: «Sono preoccupato perché nella nostra Chiesa locale ci sono segnali di chiusura. Si respira un’aria di sospetto e di ostilità. È una situazione per me dolorosa. Sembra che conti di più il clima che si sta respirando nei confronti del fenomeno della migrazione, piuttosto che le semplice parole evangeliche ‘Ogni volta che farete una di queste cose più piccole ai miei fratelli l’avete fatta a me’. Questo clima di arroganza e di attacco sembra incidere di più anche nell’animo e nella mentalità di cristiani praticanti, quando invece la parola evangelica è una parola di mitezza».

Il convegno su media e migrazione è stato aperto da don Gianni De Robertis, direttore generale di Fondazione Migrantes: «Come indica papa Francesco sono necessarie altre azioni oltre all'accogliere, come proteggere, integrare, includere, altrimenti la migrazione da ricchezza può divenire degrado». Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000, ha aggiunto: “Noi giornalisti dobbiamo contrapporre la precisione alla confusione, rispondere con imparzialità alla faziosità e con discernimento alla sventatezza. I media non sono una cassa di risonanza ma strumenti di informazione».

Tra gli ospiti Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione Vaticana, che ha messo in luce come su questo tema i pontefici che si sono succeduti sono tutti in linea l’uno con l’altro: «Come cristiani e comunicatori dobbiamo però caricarci sulle spalle la nostra parte di responsabilità della situazione. Perché, come dice Gandhi, la deresponsabilizzazione è la più alta forma di violenza».

Il Festival della Migrazione è promosso da Porta Aperta, Fondazione Migrantes, Crid del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Università di Modena, Regione e Comune e il sostegno di Fondazione Cassa di Ri-sparmio di Modena, Fondazione Unipolis, Bper Banca, Conad, Menù e Coop Alleanza 3.0. Sono ben 50 gli enti aderenti, tra istituzioni locali, mondo accademico e sindacale, realtà ecclesiali e religiose, associazioni. —

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