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Da un italiano su due «no» all’accoglienza: da Modena Diamanti e Prodi lanciano l’allarme

Paolo Seghedoni
Da un italiano su due «no» all’accoglienza: da Modena Diamanti e Prodi lanciano l’allarme

Festival della migrazione a Modena: solo il 40 per cento è contrario ai respingimenti in mare L’ex premier: «L’odio preoccupa»

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MODENA In meno di due anni la percezione sui migranti degli italiani si è radicalmente modificata. Oggi il 52% ritiene che sugli sbarchi dei migranti sia meglio puntare sui respingimenti piuttosto che sull’accoglienza (opzione valida per il 40%), nel gennaio del 2017 la percentuale era quasi ribaltata: il 49% era favorevole all’accoglienza e il 44% pensava si dovesse puntare sui respingimenti. Il dato è stato portato dal prof Ilvo Diamanti al Festival della migrazione.

Diamanti, intervenuto insieme a Romano Prodi, al vescovo di Ferrara mons. Giancarlo Perego (già direttore di Fondazione Migrantes) e a Edoardo Patriarca, alla sessione di ieri sera del Festival promosso da Migrantes, Porta Aperta e da numerose altre sigle locali e nazionali, è stato molto netto nel suo intervento.

«L’immigrazione è un tema determinante nella scelta del voto, non solo Italia, ma qui ha condizionato l’esito delle elezioni di marzo e ha contribuito a canalizzare i consensi a favore della Lega di Salvini. Del resto su come stiano le cose basta pensare ai casi delle navi ‘Aquarius’ e ‘Diciotti’. Il sondaggio condotto da Demos per Repubblica conferma che queste scelte sono ‘popolari’ oltre che ‘populiste’».

Il dato più evidente dal sondaggio Demos riguardano i comportanti degli elettori del Movimento 5 Stelle: i fautori dei respingimenti sono passati dal 43 al 66% (+23%), mentre quelli dell’accoglienza erano il 49% e ora sono appena il 27%. I leghisti sono rimasti quasi stabili (da 83 a 84% sui respingimenti, da 17 a 10% sull’accoglienza), mentre è aumentata la quota di elettori del Pd pro accoglienza, dal 66 al 79%, a fronte di un dimezzamento di chi vuole i respingimenti, dal 30 al 15%.

«La richiesta di tenere lontano gli stranieri aumenta nelle classi lavorative più vulnerabili, come operai e lavoratori autonomi – sottolinea Diamanti, che tuttavia non vede tutto nero - Gli italiani non sono xenofobi né per natura né per cultura e il loro parer cambia anche molto in fretta, a patto che trovino motivazioni valide per superare la paura dell’altro».

Monsignor Perego ha preso spunto dal titolo della terza edizione del Festival “Umani 100 %” per guardare al fenomeno migratorio con una prospettiva diversa: «Dobbiamo passare dai numeri alle storie delle persone. Ci sono drammi, viaggi disseminati di sofferenze: l’umanità deve andare anche incontro a questo aspetto delle migrazioni. La preoccupazione oggi è vedere ulteriormente indebolita questa umanità, sbilanciando l’esperienza legislativa sull’immigrazione con un accento eccessivo sul tema della sicurezza. Sarebbe un errore gravissimo: la parola umanità è una provocazione forte in questo contesto politico e culturale».

Le parole di Prodi hanno fatto eco: «Siamo in un periodo di smarrimento. Tutti i fenomeni sociali vanno gestiti e organizzati: ma qui stanno riemergendo manifestazioni di odio e questo preoccupa moltissimo. È un momento storico di irrazionalità. Le tensioni paradossalmente peggiorano nell’anno in cui l’immigrazione cala. La gente deve convincersi, col tempo, della verità delle cose: non parlo di buon cuore, mi accontento che torni la razionalità, ad esempio a proposito dei nostri problemi demografici ed economici».

Ieri, intanto, successo del ‘pranzo dei popoli’ con 350 persone tra italiani e 13 diverse etnie presenti sul nostro territorio. —
 

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