Modena. Silvia ed Ecaterina in ferie in Africa per salvare i bambini «Ogni storia è un dono»
Un premio dall’ospedale di Lusaka in Zambia per la missione dell’anestesista Braccini e dell’infermiera Baciu di Hesperia Hospital
la storia
Una mano di legno per aver salvato la vita di un bambino. È il premio ricevuto da Silvia Braccini, anestesista dell’Hesperia. Con l’infermiera di terapia intensiva Ecaterina Baciu dello stesso ospedale ha deciso di trascorrere una settimana di ferie in Africa. Sette giorni allo University Teaching Hospital di Lusaka, capitale dello Zambia; sette delicati interventi a bambini nati con problemi al cuore riusciti con successo su quindici portati a termine dal team italiano.
Braccini e Baciu sono partiti con l’Hesperia Bimbi Onlus e la Fondazione Mission Bambini Onlus. Alla squadra hanno preso parte dodici volontari altamente specializzati provenienti da Modena, Ancona, Bergamo, Milano, Pozzuoli e Roma. Hanno trascorso da sabato 27 ottobre a domenica 4 novembre il loro tempo libero, prendendosi cura dei piccoli pazienti.
«Ogni missione lascia tante emozioni – ha raccontato l’anestesista modenese di origini parmensi – perché rappresenta un passo avanti verso l’obiettivo di aiutare più bambini possibili». Bambini che ha visto crescere dalla prima volta che ha scelto di andare in Africa per partecipare a una missione umanitaria. Già durante gli studi di Medicina, sotto l’egida Unimore, aveva partecipato a esperienze simili in Kenya, svolgendo servizio civile di primo soccorso con la Misericordia in convenzione con la Croce Rossa, con cui era già stata soccorritrice nel 1998. Con il 118 ha continuato l’esperienza di volontariato anche dopo la prima laurea in Medicina e durante la specializzazione in Anestesia e Rianimazione. Così, accanto alla passione per il tiro con l’arco, è tornata in Kenya per dare il suo contributo. All’Hesperia ha incontrato il medico Marco Meli, che ha operato tra gli altri anche Gino Paoli nel 2017.
«Lui ha iniziato negli anni Novanta, trasmettendomi la passione», ha aggiunto l’anestesista. Ogni esperienza è una storia a sé in cui non soltanto cambiano i pazienti, ma anche la dottoressa. «Si parte con l’ansia perché si spera di non sbagliare, di fare bene – ha confessato Braccini – e perché non si sa mai cosa si trova. Ogni volta che si ritorna s’è più contenti e si fa un bilancio dei risultati». Non sempre nella valigia si ripongono oggetti fisici». Il bagaglio di medici e infermieri è più spesso ricco della soddisfazione per aver sbloccato piccoli cuori che avrebbero rischiato arresti preventivi e letali. Eppure, stavolta l’anestesista ha ricevuto un talismano pensato proprio per lei.
«Mi hanno donato una piccola scultura con una mano di un neonato fatta in legno – ha spiegato la dottoressa – spiegandomi che sono io la mano che si occupa di questi bambini. Il dono mi ha estremamente colpito». Colpisce il 2018 vissuto in prima linea tra la struttura modenese e il resto del mondo. «Abbiamo fornito con Hesperia Bimbi Onlus supporto a bambini cardiopatici e con problemi di altri tipi come ortopedici in Albania – ha ripreso Braccini – e poi siamo stati anche in Zimbabwe. Entro la fine dell’anno andremo in Cambogia e a Myanmar, poi aspettiamo bambini dallo Zimbabwe e dall’Albania, che si sottoporranno a interventi al cuore e ortopedici. Dobbiamo ringraziare il nostro direttore che ci supporta e supporta per quello che facciamo, mettendo a disposizione le sale operatorie e gli strument».
Missione umanitaria e viaggi per operare i bambini in Italia (pagando le spese alle famiglie) sono due dei tre pilastri di Mission Bambini, completati dal sostegno agli ospedali locali con attrezzature, interventi di miglioramento strutturale e copertura finanziaria delle operazioni. —
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