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Pedemontana da completare Un fronte contro la rotatoria

Luca Gardinale
Pedemontana da completare Un fronte contro la rotatoria

Medici, autotrasportatori, Italia Nostra e Vittime della strada compatti nella critica «Infrastruttura pericolosa in via Belvedere, servono soluzioni all’avanguardia»

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«Vai pure all’oratorio oggi pomeriggio, devi solo attraversare la rotonda di una grande strada…». Un’immagine evocata dall’urbanista Lorenzo Carapellese per spiegare una cosa: il progetto di completamento della Pedemontana lascia perplessi diversi cittadini. Senza dubbio lascia perplessi quelli - un centinaio - che venerdì sera hanno partecipato all’assemblea pubblica “Infrastrutture, viabilità e Pedemontana”, organizzata da “Ambienti in forma”, Medicina democratica nel centro polivalente di Solignano.

Incontro introdotto dal presidente Aif e consigliere M5S di Castelvetro Roberto Monfredini, che ha criticato la scelta della Provincia di completare il tratto mancante della Pedemontana con una rotatoria - in via Belvedere, nel territorio di Castelvetro, mentre i lavori dovrebbero partire nel 2019 - «che non farà altro che intasare ulteriormente il traffico».



Rotonda a parte, le perplessità maggiori riguardano il percorso che ha portato a prendere le decisioni: «Dal 2002 a oggi non ci sono state consultazioni - ha aggiunto l’urbanista Carapellese - e in sostanza la partecipazione delle persone che vivono lungo quest’asse non è stata richiesta. Io mi occupo di grandi infrastrutture da circa quindici anni - ha aggiunto - e, tanto per fare un esempio, tra giugno 2017 e luglio 2018, per un’infrastruttura di 42 chilometri che incontra diverse difficoltà paesaggistiche, abbiamo fatto tre incontri pubblici con tutte le persone interessate solo per la fattibilità, poi abbiamo fatto sei incontri sempre con le stesse persone durante la fase del progetto preliminare, altri sei per il progetto esecutivo, e altrettanti in fase di progetto finale. Qui invece le cose sono andate molto diversamente - ha concluso - ma questo non significa che non si possa ancora fare qualcosa: la gente ha il diritto di chiedere un nuovo confronto e un percorso partecipativo».

Dello stesso avviso Giovanni Losavio, presidente di Italia Nostra: «Il problema - ha spiegato - è che manca una progettazione unitaria di questa infrastruttura, e le decisioni sono state tutte estemporanee. Inizialmente la Provincia aveva ipotizzato un sovrappasso per il nuovo tratto, per poi abbandonare questa soluzione: quali sono i reali motivi che hanno portato a questa decisione?».

Al dibattito ha partecipato anche Cinzia Franchini, ex presidente nazionale della Cna Fita e consulente per il trasporto di merci pericolose: «Il punto è che bisognerebbe avere in mente un modello - ha spiegato - mentre dal punto di vista delle infrastrutture il nostro territorio ha vissuto trent’anni di immobilismo. Insomma, la nostra provincia ha bisogno di infrastrutture adeguate allo sviluppo dei territori, che però non vuol dire realizzare quello che non serve, come l’autostrada Cispadana».



Ma a Solignano si è parlato anche di sicurezza stradale: «Il nostro territorio ha infrastrutture che non sono più all’altezza - ha detto il presidente dell’associazione Familiari vittime della strada Franco Piacentini - perché erano state concepite quando i mezzi in circolazione erano completamente diversi».

Per quanto riguarda il completamento della Pedemontana, anche Piacentini dice no alla rotatoria: «Se si scegliesse il sovrappasso, oppure un sottopasso, senza dubbio la sicurezza stradale sarebbe garantita in maniera migliore». —



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