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dopo l’ultimo consiglio di amministrazione 

Seta, Badalotti addio ora il presidente sostituisce il direttore

Per Badalotti, ex direttore di Seta, non c’è più storia dopo l’allontamento delle settimane scorso dall’azienda trasporti. Alla scadenza del mandato il presidente Cattabriga non gli ha rinnovato l’inc...

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Per Badalotti, ex direttore di Seta, non c’è più storia dopo l’allontamento delle settimane scorso dall’azienda trasporti. Alla scadenza del mandato il presidente Cattabriga non gli ha rinnovato l’incarico e i soci reggiani hanno alzato le barricate per difendere il loro consittadino.

Niente da fare. La carica è rimasta vacante, i soci modenesi e bolognesi sono rimasti fermi e due giorni fa, nella riunione del Consiglio di Amministrazione di Seta, ha ratificato la delega sino a fine anno di direttore generale al presidente Cattabriga.

«Una gestione pessima che ha prodotto danni rilevanti all’immagine di Seta - tuona la Lega Nord - Ha incrinato il rapporto con le maestranze, con tagli progressivi che non hanno corrisposto ad alcun miglioramento del servizio. E invece la prospettiva di una holding regionale del trasporto pubblico si fa sempre più concreta, poiché i rapporti di forza nel CdA sono mutati, ed i soci Herm-TPER (che assieme raggiungono quasi il 50 % delle quote azionarie) sono decisi a portare avanti questa linea».

«La Lega di Modena accoglierebbe favorevolmente il mutamento di quadro interno - ribadisce la nota ufficiale - purché i problemi immediati vengano risolti. Esempi? Modena soffre di obsolescenza, e la situazione, per ora, non è cambiata, come testimoniano gli ultimi mezzi da 18 metri donati da TPER Bologna della seconda metà degli anni ’80. E poi la disparità contrattuale tra i nuovi assunti che hanno solo il contratto base e la maggioranza degli autisti, che hanno anche un integrativo aziendale. Il rinnovamento infrastrutturale di cui l’Agenzia di Mobilità (cioè i Comuni) non si occupa, a partire dalle fermate, alle corsie preferenziali ridotte groviere sino alla tanto agognata nuova autostazione nel dismesso scalo merci FF.SS. Modena esige un potenziamento del trasporto pubblico che riduca l’utilizzo dell’auto privata da parte dei modenesi: (63,8 macchine ogni 100 abitanti). Occorre applicare il Programma operativo regionale». —

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