Tutti in fila per aiutare il piccolo Alessandro E i kit vanno esauriti
CASTELFRANCOSono stati 125 i castelfranchesi compresi tra i 18 ed i 35 anni che, ieri mattina, hanno deciso di uscire di casa per andare a “tipizzarsi”, lasciando un campione di saliva ai volontari...
CASTELFRANCO
Sono stati 125 i castelfranchesi compresi tra i 18 ed i 35 anni che, ieri mattina, hanno deciso di uscire di casa per andare a “tipizzarsi”, lasciando un campione di saliva ai volontari dell’Admo (Associazione donatori midollo osseo) alla biblioteca comunale. Una risposta esaltante che ha portato all’esaurimento dei kit disponibili.
L’iniziativa, proposta dai volontari dell'associazione e sostenuta dagli assessori Giovanni Gargano e Nadia Caselgrandi, è nata dal caso del piccolo Alessandro Maria, bambino gravemente malato, capace di smuovere le coscienze e portare migliaia di potenziali donatori ad offrirsi per i registri mondiali. Sono infatti estremamente rari i casi di compatibilità genetica per questo genere di trapianti, per cui un maggior numero di campioni significa anche un maggior numero di speranze di vita: nel caso di ieri, 125 nuove speranze per Alessandro, ma anche per tutti coloro che ogni anno continuano a morire per assenza di un donatore compatibile, forse perché semplicemente non iscritto alle banche dati.
Una mobilitazione che ha lasciato soddisfatti i volontari Admo e che ha contribuito a proseguire una sensibilizzazione che li vede impegnati proprio nella trasmissione delle informazioni necessarie per comprendere l’importanza di un gesto tanto semplice quanto necessario.
«Se noi avessimo la totalità dei cittadini tipizzati, nessuno morirebbe più per mancanza di midollo, cosa che purtroppo continua ad accadere» spiega Patrizia Turrini, una delle volontarie.
Il problema più grande riguarda infatti la trasmissione di informazioni riguardanti la donazione di midollo, un processo semplice, consistente nel prelevare un campione di saliva dal quale viene ricavato il Dna del potenziale donatore, conservato poi nelle banche dati fino al compimento dei 50 anni. Nel caso in cui una persona in attesa di trapianto dovesse poi risultare compatibile con uno specifico codice genetico della banca dati, il potenziale donatore verrebbe contattato per il trapianto, un processo di poche ore e dal quale il fisico si riprende in una decina di giorni.
«Io ho avuto la possibilità di donare il midollo ad una bambina di tre anni e sapere che oggi quella bambina ne ha quattordici è bellissimo» spiega il volontario Luca Nadalini, anticipando anche il prossimo appuntamento in agenda: giovedì 15 novembre, alle 18.30, Admo tornerà ad aspettare centinaia di giovani presso la sala polivalente di Via Viterbo 80 a Modena. —
AGATA PATANÈ
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