Alessandro Mescoli L“agitatore culturale” che crea condivisioni dell’arte giovane:
Tecnico di Radiologia e docente di Medicina Nucleare nella vita di tutti i giorni ha scelto di dedicarsi, con eventi, a promozione e valorizzazione di nuovi artisti
Laura Solieri
L’arte permette di indagare fenomeni complessi della vita, come la memoria, l’ambiente, l’uomo, l’oblio. Parallelamente, c’è la necessità di creare spazi affinché chi decide di affrontare un percorso artistico, possa avere il modo di raccontarlo alla gente attraverso le proprie opere. E Alessandro Mescoli, classe 1979, di Castelnuovo Rangone, cerca di fare proprio questo: realizzare esperienze di valorizzazione e promozione di artisti, soprattutto emergenti. «L’attivismo culturale e il volontariato mi permettono di fare esperienze molto belle - racconta Mescoli che nella vita lavora come tecnico sanitario di Radiologia medica presso l’unità di Medicina Nucleare del Policlinico di Modena ed è docente a contratto di Medicina Nucleare presso l’Università di Modena e Reggio Emilia - Qualche anno fa, dopo una collaborazione con lo scultore Andrea Capucci, decisi di attivarmi e di realizzare alcune esperienze riguardo la valorizzazione dei giovani artisti». Come lo ha definito l’amico pittore Andrea Chiesi, Alessandro è un agitatore culturale, attento a creare momenti di condivisione aperti a tutti e per tutti. «Si diventa agitatori culturali con la fiducia della gente e con quella di chi ti ospita, e si costruisce con gli anni. Bisogna vedere ciò che manca e colmare questi vuoti e in questa attività è implicito un concetto anche di cambiamento, di educazione, di avvicinamento». Tanti gli eventi e le mostre curate da Mescoli nel Modenese e non solo: tra questi, “Ceramica contemporanea. Nuovi maestri” che si terrà al Castello di Levizzano da sabato 10 novembre al 16 dicembre, curata insieme a Federica Sala e Andrea Barillaro. Per il 2019 sono già in incubazione tre iniziative, due delle quali riguardano intimamente Modena. «Andando a ritroso, il pensiero va alla mostra “Le stanze del collezionista”, allestita in un importante atelier di arredo e design a nord di Modena, a cui hanno partecipato importanti artisti come Omar Galliani e Andrea Chiesi. L'esposizione aveva l'ambizioso desiderio di mostrare cosa succede quando viene anticipato il destino di un'opera d'arte, come se fosse collocata a casa del suo fruitore, del suo collezionista, intervento azzardato per l'arte contemporanea ma che ha dato risultati sorprendenti». Mescoli sostiene che Modena è una città che crescerà riguardo le esperienze d'arte, «si deve tutti fare solamente un salto, istituzioni comprese, rivolgersi agli artisti con fiducia ed aprire il sistema, che non vuol dire rinunciare alla qualità, anzi il contrario, come mi hanno dimostrato le esperienze fatte con l'Accademia di Bologna ed il prof. Caccioni con artisti giovani e talentuosi con cui abbiamo fatto la mostra “Sedimenti” a Castelnuovo». Sebbene sia difficile una conciliazione del lato economico con quello artistico, per Mescoli occorre considerare l'intervento artistico come il fine principale di una ricerca destinata ad essere centro indipendente di produzione culturale e per lui Modena ha questo sottotesto di possibilità. «Modena è molto adatta ad infondere cultura attraverso l'arte, è una città curiosa con una storia artistica importante, che affonda le proprie radici nel passato novecentesco e futurista di Prampolini fino alla ricerca artistica della fine degli anni Sessanta e Settanta dove si sono delineate personalità di altissimo profilo come Della Casa, Guerzoni, Parmigiani, Ghirri, Leonardi. In passato la città viveva in un clima di ricerca e sperimentazione continuo, del quale auspico un risorgimento 4.0». —
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