Cortei islamici separati: sdegno per le donne escluse
Il sindaco: «Se le cose stanno così non concederemo spazi comunali» Briki, presidente Consulta: «Da noi sono valorizzate in numerosi ruoli»
Oltre 500 fedeli erano presenti, ieri pomeriggio, alla sala congressi di via Peruzzi per la celebrazione del “Natale” islamico. Ricorrenza con cui i musulmani celebrano la nascita del profeta e con la quale, è stato detto ieri durante la ricorrenza, l’Islam si propone di “portare un vento di pace in tutto il mondo” .
A tenere banco, però, per tutta la giornata di ieri è stata la decisione di effettuare due cortei separati: uno, quello che si è svolto ieri, dall’associazione Minaj ul Quran, che consente la partecipazione delle donne. Il secondo, che inizialmente avrebbe dovuto svolgersi domenica 18 novembre, ma che è stato spostato, organizzato da un’associazione il cui nome originale è Dawate Islami, con sede in via Caboto, sempre a Carpi. Se, infatti, originariamente, i componenti di Minaj ul Quran avevano cercato un dialogo con l’altra associazione per potere mettere in piedi un’iniziativa comune, com’è stato ampiamente confermato, non è stato possibile trovare un accordo che lo consenta. Questo proprio perché Dawate Islami non vuole includere le donne nella celebrazione.
I partecipanti al “Natale” islamico organizzato ieri, invece, sottolineano la costante collaborazione con le istituzioni e il desiderio di integrazione. «Il mio direttivo è composto per la metà da parte di donne, così come l'assemblea che presiedo - afferma Mohsen Briki, presidente della Consulta per l’integrazione delle Terre d’Argine - Anche presso la mia associazione, la Comunità musulmana di Carpi, c'è una fitta presenza di donne le quali insegnano l'arabo sia a uomini che donne. Per citare una delle tante attività dell'associazione. Noi non siamo contro le donne: sono le nostre madri, le nostre mogli... Gli appartenenti all'associazione di via Caboto la pensano diversamente, ma non vogliamo che una sola goccia contamini l'intero mare, dopo tutto lo sforzo che stiamo facendo per dimostrare che amiamo Carpi e l'Italia».
Anche il sindaco Alberto Bellelli prende posizione. «Non mi risulta sia stato fatto, ma se l’associazione in questione decidesse di fare domanda per tenere in spazi di proprietà comunale celebrazioni che escludono le donne, si vedrebbero respingere la domanda».
La celebrazione di Dawate Islami dovrebbe svolgersi i primi di dicembre: i componenti stanno ancora valutando quale delle due sia maggiormente idonea.
«Minaj ul Quran è una delle associazioni maggiormente collaborative all'interno della Consulta - rimarca l’assessore all’integrazione Milena Saina, a margine dell’appuntamento di ieri in via Peruzzi, dove ha portato il saluto del Comune - Con i suoi componenti c'è un confronto continuo. Rispetto all'altra associazione, sarà mio interesse contattare i referenti».
Il consigliere FdI Cristian Rostovi ha presentato un’interpellanza per chiedere «se questa associazione riceva contributi comunali e quale sia la posizione dell'amministrazione su questa scelta». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
