San Prospero. Rivolta a San Lorenzo: «Esistiamo anche noi»
L’assenza degli autobus e l’obbligo di percorrere a piedi la Canaletto compatta i residenti che vogliono salvare la borgata
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17454371:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/san-lorenzo-di-san-prospero-chiede-aiuto-ci-sentiamo-abbandonati/105753/106360]]
SAN PROSPERO Da oltre 15 anni gli abitanti di San Lorenzo, una delle quattro frazioni di San Prospero, sono in attesa di risposte e infrastrutture. Un paese di circa 400 abitanti dove vive anche il cantante Nevruz, tanto per capirci; una borgata di “confine”, più vicina a Sorbara che al capoluogo, che negli ultimi tempi, stando alle testimonianze dei residenti è stata abbandonata dall’amministrazione. Un paese che si trova vicinissimo anche alla strada statale Canaletto e alla piccola frazione del Cristo, dove ogni giorno giovani studenti e lavoratori si recano a prendere la corriera.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.17454153:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17454153:1650058469/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Purtroppo a San Lorenzo la corriera non passa, sia per problemi relativi alla viabilità: da un lato c’è lo svincolo con la Canaletto impossibilitato da un grosso guardrail che ne impedisce la manovra e quindi la svolta verso il paese e dall’altro a causa di una strada molto stretta che dovrebbe diventare a senso unico per poter ospitare il passaggio del mezzo di Seta. I residenti quindi sono costretti a percorrere un chilometro e mezzo per arrivare alla fermata del Cristo. Un’impresa ardua e pericolosa da affrontare a piedi.
«Non ci stiamo più, basta. Vogliamo sicurezza per i nostri ragazzi che ogni giorno devono percorrere un chilometro e mezzo per arrivare alla fermata, una strada buia senza illuminazione, pericolosa dove non c’è neanche una pista ciclabile e pedonale. Non è possibile continuare così». A parlare è Vito Russo che, insieme ad altri residenti si dice ormai molto stanco e arrabbiato: «Il sindaco Sauro Borghi è stato qui il mese scorso durante la riunione per il controllo del vicinato e ci ha fatto l’ennesima promessa senza successo. È da 15 anni che nessuno ci ascolta e adesso vogliamo i servizi, una fermata che passi da San Lorenzo, in sicurezza e senza rischi».
Una richiesta, quella della fermata, fatta molti anni fa ma, ad oggi, nulla sembra essere cambiato. La piattaforma installata a San Lorenzo, che doveva essere a servizio di Seta e delle corriere, è invece diventata la fermata del pulmino della scuola e nulla più, anche quella abbandonata e maltenuta.
«Devono trovare una soluzione - lamenta Jolanda - così non si può continuare. Se ci sono problemi di viabilità dovranno capire come fare a far arrivare qui la corriera ma noi esigiamo risposte e servizi».
I residente chiedono un ampliamento delle strade, oltre al passaggio della corriera, che possa dare più sicurezza senza il rischio di fare incidenti o, peggio ancora essere investiti. A questa rivendicazione si aggiunge quella di maggiori servizi per il paese. In passato c’erano un ristorante, un bar, un alimentare, ma oggi resiste soltanto il negozio di parrucchiera. «Non essendoci servizi - spiega Vito - anche le attività hanno chiuso e questo ha portato ad una desertificazione ulteriore. L’amministrazione ci ha trascurati, le altre frazioni (il riferimento è a Staggia, San Pietro e San Martino) hanno sia la fermata del bus ma anche qualche negozio e piste ciclabili mentre noi, siamo stati da tempo abbandonati». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
