Spilamberto. Ceramica senza luce Saltano i turni di lavoro e c’è timore sul futuro
Alla Cbs i dipendenti temono la chiusura della fabbrica Oggi una riunione per uno stabilimento da anni in bilico
SPILAMBERTO. Paura di licenziamenti e chiusura all’azienda ceramica di Spilamberto del gruppo Cbs La Guiglia. Questa settimana infatti i dipendenti non hanno lavorato a causa della mancanza della fornitura di elettricità e si vocifera la possibilità di uno stop definitivo per lo stabilimento. E così ci sono una ventina di dipendenti, tra turnisti, meccanici e impiegati che non sanno quali saranno le loro sorti. Da una settimana vivono nell’incertezza, senza sapere effettivamente quali siano le cause di una brusca frenata lavorativa e senza sicurezze che arriva dalla proprietà. C’è anche chi si è visto costretto a saltare i turni già programmati nell’impossibilità di procedere nella produzione a pieno regime proprio a causa della mancanza di fornitura elettrica.
Tutto è iniziato martedì scorso, quando la corrente è stata staccata e lì sono iniziati giorni di stallo per i dipendenti che ad oggi hanno paura di quello che potrebbe succedere. Dell’accaduto sono stati informati i sindacati di categoria che nei giorni scorsi hanno avuto un primo approccio. Ma, a quanto si apprende, sarà decisiva in programma una riunione in calendario proprio oggi. In assemblea lo scenario sarà più chiaro, emergeranno le difficoltà del momento e si attende anche una comunicazione ufficiale dell’azienda di uno degli storici stabilimento di Spilamberto, seppur sia poco inserito nel tessuto sociale comunale.
Le attuali difficoltà di Cbs riportano alle memoria le concitate vicende del 2015. In quel caso, in occasione della vendita dello stabilimento di Sassuolo al gruppo Oscar, che proprio nei giorni scorsi ha dichiarato fallimento con 96 famiglie rimaste senza lavoro e senza un paracadute economico legato agli ammortizzatori sociali, vennero salvati alcuni lavoratori del distretto sassolese. Nell’atto di compravendita fu inserita una clausola: le eccedenze della Oscar sarebbero state spostate negli stabilimenti di Spilamberto e Solignano. E così avvenne. Ma il turnover non ha mai portato a Cbs un beneficio tanto che, nell’autunno del 2017, un’altra mobilitazione dei dipendenti sollevò altre preoccupazioni: partì una vertenza per i propositi di licenziamenti di una decina di persone. —
S.F..
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