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Carpi, l'associazione Dawate Islami: «Alle nostre manifestazioni le donne non partecipano»

di Serena Arbizzi
Carpi, l'associazione Dawate Islami: «Alle nostre manifestazioni le donne non partecipano»

Il Natale islamico del gruppo di via Caboto si terrà al circolo Graziosi il 2 dicembre  «Cerchiamo un capannone per espanderci»

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CARPI. «Al circolo Graziosi, dove terremo il Natale islamico, non saranno ammesse le donne. Per loro sono organizzati eventi a parte». Parola di Atif Riaz, referente di Dawate Islami, associazione con la quale Minaj ul Quran (che riunisce sempre fedeli musulmani) non ha celebrato il Natale islamico perché, appunto, non ammette la partecipazione di donne. Un mancato accordo che ha portato a due feste separate. Una che si è tenuta domenica e l’altra fissata per il 2 dicembre, alle 16, al Graziosi.

«Avremmo voluto farlo il 18, a Carpi, ma non è stato possibile - prosegue Riaz - Così ci riuniremo a Bologna ad altri fedeli da tutta Italia. Mentre a Carpi terremo una festa, senza corteo. Che includerà preghiere, cantici e discorso dell’imam. Saremo almeno in 300 partecipanti».

Una questione, quella della mancata presenza delle donne, che crea imbarazzo quando viene richiesto id spiegarla. «Le dovrei fare parlare con qualcuno che sa argomentare meglio perché le donne non partecipano alla nostra funzione» taglia corto Atif che, sollecitato più volte, non entra, però, nel merito delle feste separate per le donne. L’associazione Dawate Islami si riunisce in via Caboto. «Osserviamo diversi orari di preghiera - continua il referente - alle 6, alle 13.30, alle 15.45, alle 17 e alle 19.15. Di solito siamo tra le 15 e le 20 persone, ma nel fine settimana diventiamo molti di più. Il venerdì per la preghiera principale siamo in 150». Un numero che stride con la capienza della sala. «All’interno del luogo di culto di via Caboto possono stare al massimo 85 persone, ma risolviamo il problema estendendo anche all’esterno la possibilità di pregare - puntualizza il portavoce - Mettiamo a terra dei tappeti dove i fedeli possono fermarsi a pregare. E il tutto non dura più di una ventina di minuti».

L’associazione ha progetti per il futuro. «Vorremmo trovare un capannone per allargarci - conclude il referente - In via Caboto è evidente che non ci stiamo». —
 

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