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LE REAZIONI 

I sindaci di Palagano e Prignano: «Una sconfitta della comunità»

D.M.
I sindaci di Palagano e Prignano: «Una sconfitta della comunità»

I quattro ragazzi appartengono a famiglie conosciute e stimate Braglia: «Sono sconvolto tutti dobbiamo fare di più» Canali: «Non siamo isole felici»

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Tre dei ragazzi denunciati (due di 17 e uno di 15 anni) sono di Palagano, e un episodio del genere in un comune di 2mila abitanti pesa come un macigno. «Quando ho saputo della cosa sono rimasto sconvolto – confessa il sindaco Fabio Braglia – la vivo malissimo e ci sto veramente male. La sento come una sconfitta per tutta la comunità e per noi amministratori che abbiamo cercato di lanciare messaggi chiari sul contrasto a questi fenomeni di devianza giovanile. Evidentemente non abbiamo fatto abbastanza, e io mi prendo la mia responsabilità con l'impegno a fare di più: la sento come una sfida». A bruciare particolarmente è il fatto che si tratta di famiglie italiane “normali”, benestanti e “per bene”: non c'è dietro nessuna storia di disagio sociale o di emarginazione. «Questo ci deve far capire che può succedere a tutti noi, in qualunque famiglia – nota Braglia – per cui dobbiamo cercare di aiutare di più i nostri ragazzi, assieme al mondo della scuola. Non dobbiamo isolare chi ha sbagliato ma alimentare voglia di riscatto: voglia di capire la lezione e di rigare dritto. Che da questa storia possano trarre monito tutti i nostri giovani». In mezzo a tanto rammarico, un doppio ringraziamento ai carabinieri «per aver stroncato il fenomeno, con un'altra operazione egregia, in tempi rapidissimi. E per aver impedito in questo modo che a dei ragazzini al volante di notte sulle strade di montagna non succedesse qualcosa di peggio. I migliori auguri al carabiniere ferito: speriamo di rivederlo al più presto in servizio». «Condivido parola per parola» si associa il sindaco Valter Canali di Prignano, da dove viene l'altro 17enne della banda. «E' chiaro che i nostri territori non sono più isole felici, dobbiamo uscire da questa illusione. C'è un problema sociale che ci impone di farci delle domande, e possibilmente di dare delle risposte efficaci alzando la guardia e lavorando sul fattore educativo». —

D.M.

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