Il coro del Comunale sfuma tra le polemiche
Alla vigilia degli appuntamenti i professionisti sostituiti da un gruppo piacentino. Lega: «Manca trasparenza»
Chissà se lo scorso 5 settembre l’assessore Cavazza, nelle parole di saluto prima del concerto gratuito nell’anniversario della morte di Pavarotti, sapeva che in realtà quella sera si sarebbe tenuto il de profundis del Coro del Teatro Comunale? O forse, pare più appropriato, il canto del cigno...
«Già, perchè nella prossima opera allestita dal teatro lirico cittadino - spiega la Lega - contrariamente a quanto riportato sulla locandina, la corale presente sarà l’Associazione Coro Lirico Terre Verdiane di Piacenza. I 50-60 professionisti che componevano il coro lirico modenese, selezionati con regolari audizioni, sono stati contattati da questa “associazione” piacentina, la quale ha proposto contratti da fame ribassati di un 30% circa, prendere o lasciare! Immaginiamo che anche le restanti tutele dei lavoratori saranno abbastanza differenti da quelle previste dal contratto collettivo del settore teatrale».
E così la Modena lirica, la città del “bel canto”, perde uno dei suoi pezzi più importanti: «Peraltro rinunciando a tenere in modo più o meno diretto il controllo e la presenza in città del coro lirico: se a tutti i costi si voleva sfuggire al contratto nazionale degli spettacoli, ed abbassare le remunerazioni «non sarebbe stato meglio affidare la cosa ad una delle corali cittadine?». Se lo chiedono i diretti interessati, che si sono visti beffati dopo le audizioni delle settimane scorse».
Prosegue la Lega: «Gli studenti di canto dell’Istituto musicale, dovranno presentare il curriculum a Piacenza per sperare un domani di poter cantare a Modena? L’associazione piacentina è stata selezionata come fornitore di un servizio sulla base di una gara, una selezione, o per “contatti diretti”? In questo modo si rischia soltanto che, nel tempo, il controllo della qualità del coro sfugga completamente alla direzione artistica. I fenomeni di cosiddetto dumping salariale portano ovunque ad un abbassamento della qualità. Cosa ne pensa il Presidente della Fondazione Teatro Comunale (nonché sindaco di Modena)? Che sarebbe poi uomo di “sinistra”, attento ai diritti dei lavoratori ...
Il progetto “Modena città del Bel Canto” si è rivelato una pia illusione, il Cubec dopo l’abbandono di Mirella Freni è un malato terminale, la vita culturale della città segna il passo e, nel silenzio generale, perdiamo uno dei tasselli fondamentali della grande tradizione corale della città». —
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