Alcar Uno, a Castelnuovo l’ombra dei licenziamenti e salari non pagati
Protesta dei lavoratori Si Cobas davanti allo stabilimento. «A rischio nove posti. Da mesi aspettiamo i nostri soldi»
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CASTELNUOVO . Lavoratori in attesa di ricevere, da nove mesi, tredicesima, quattordicesima, Tfr, ferie e permessi maturati e non goduti. Questo con l’ombra di un numero di licenziamenti che potrebbe colpire dalle nove unità in su dei 54 addetti complessivi, dal momento che un nastro di lavoro è stato assegnato a un’altra cooperativa, la Ster Disosso di Mantova. Il tutto condito da un clima di profonda incertezza.
Sono gli addetti Alcar Uno che ieri mattina hanno dato vita a una protesta davanti ai cancelli dello stabilimento. I lavoratori dell’azienda appartenenti al sindacato Si Cobas hanno lanciato un duro attacco, frutto di un’esasperazione che ormai si protrae da mesi.
Gli addetti, attualmente, lavorano per la coop 3T da cui ricevono regolarmente la retribuzione. I problemi risalgono al 2017, quando i lavoratori facevano capo alla cooperativa Planet, che ha dichiarato fallimento. La vertenza, quindi, è partita a gennaio. E ogni addetto deve ricevere importi che, in media, oscillano tra i 3 e i 5mila euro.
«La trattativa prolungata ha esasperato i lavoratori - commenta Enrico Semprini del Si Cobas - Dopo il primo sciopero attuato dai dipendenti di 3T le intenzioni di Alcar Uno sembrava che diventassero più concrete e, in ottobre, in un incontro al Maranello Village, i legali dell’azienda avevano dichiarato di essere disponibili a versare un acconto del 50%. Si supponeva che fosse possibile ottenere il benestare del curatore fallimentare prima di procedere al pagamento dell’intera somma. Il sindacato ha chiesto il termine massimo del 26 ottobre per ricevere una risposta. Che però non arriva. Quindi, tramite lettera, abbiamo chiesto chiarimenti sulla mancata risposta. Il 30 ottobre gli avvocati ci hanno detto che non era stato possibile un incontro con la proprietà. Quindi non era stato definito nulla. In più, il 31 era l’ultimo giorno di appalto della 3T. Appalto poi rinnovato. Sempre a fine mese i lavoratori hanno fatto sciopero. Il 2 novembre i lavoratori hanno riscontrato che il badge non funzionava. E in 10 hanno ricevuto lettere disciplinari a causa dello sciopero. In più, uno dei nastri è stato tolto alla 3T ed è stato affidato alla Ster Disosso. La sensazione che abbiamo è che si voglia procedere ad almeno una decina di licenziamenti» conclude Semprini.
Preoccupazione forte e condivisa dai lavoratori. «Vogliamo essere pagati e vogliamo garanzie sul nostro futuro» aggiungono i due addetti Moussa Maiga e Christian Ofori. —
SERENA ARBIZZI.
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