Gazzetta di Modena

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PIEVEPELAGO 

Cacciatore disperso al Sasso Tignoso

Daniele Montanari
Cacciatore disperso al Sasso Tignoso

Ha 71 anni ed era con il suo cane per una battuta. L’allarme da lunedì sera e le ricerche per tutta la giornata di ieri  

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PIEVEPELAGO

È un vero mistero la scomparsa nei boschi attorno a Pievepelago di un cacciatore 71enne toscano. Si tratta pistoiese Roberto Walter Niccoli, che lunedì mattina aveva svalicato sull'Appennino modenese per una battuta di caccia assieme al suo fidato cane, un setter inglese di colore bianco e nero. In passato si era già smarrito durante l'attività, per questo era uscito con le dovute accortezze: oltre al cellulare, aveva con sé un rilevatore satellitare Gps. Un apparecchio che, quando interpellato dallo strumento gemello a casa, manda un segnale con le coordinate precise di dove si trova. La moglie si era premunita di consegnargli entrambe le cose a batteria piena, perché potessero essere perfettamente funzionanti. A mezzogiorno di lunedì l'aveva chiamato al telefono e tutto andava bene. Poi verso le 17, quando lo ha interpellato preoccupata per la prima oscurità non ha più avuto riscontri: il cellulare non prendeva. Attivando il Gps lo ha rilevato a 500 metri da Sasso Tignoso, l'impegnativo monte (1.492 metri) tra Sant'Annapelago e Roccapelago. Con i famigliari si è precipitata subito nella zona e, trovando il suo suv Volkswagen Touareg ai lati della vecchia via Vandelli, ha pensato di riuscire a individuarlo in fretta. Invece no, tanto che verso le 22 è stato dato l'allarme che ha attivato per tutta la notte e tutta la giornata di ieri un'imponente macchina delle ricerche. Sul posto vigili del fuoco (Pavullo, Pieve, Frassinoro, squadre Saf di Modena e Reggio e unità cinofile anche da Sassuolo, elicottero da Bologna), carabinieri e forestali, Soccorso Alpino del Cimone e cinofili con tecnici da Reggio, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza dalla nuova sede dell'Abetone, e personale 118. E dal tardo pomeriggio di ieri in azione anche i non plus ultra del fiuto: i cani molecolari, arrivati con due unità speciali del Centro cinofilo dei carabinieri di Firenze (quelli attivati anche a luglio a Sestola per la scomparsa del 73enne Aldo Cavazza) e con un'unità fin dal Soccorso Alpino della Val d'Aosta. Quartier generale allestito sopra a Roccapelago ai lati della via Vandelli, a poca distanza dal Touareg ritrovato, e ricerche incessanti, ma fino alla tarda serata di ieri senza esito. Sul posto anche la moglie e il genero, sempre più angosciati col passare delle ore. Cosa sarà accaduto? Perché nessun segnale dagli apparecchi che erano ben carichi la mattina? È vero che in zona c'è poca copertura, ma basta questo per un silenzio assoluto?

Perché nessun avvistamento anche del cane, ben riconoscibile bianco e nero? Perché non si sentono abbai? La temperatura notturna ben sopra lo zero (4-5 gradi) e la possibilità di riscaldarsi anche col calore del cane invitano a sperare. Ma le incognite sono tante. —

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