«Emiliana Rottami in concordato: ora chi ci libererà dai cumuli vetrosi?»
«Se fallisce non so chi potrà bonificare le aree inquinanti C’è una fideiussione per 1,46 milioni ma non basterà»
La diffusione della notizia sull’azienda Emiliana Rottami di San Cesario, ora in concordato preventivo con riserva, ha suscitato reazioni diverse, a partire dal sindaco Gianfranco Gozzoli e dagli ambientalisti locali, con l’esclusione dell’azienda stessa, che ha scelto il silenzio. Anche ieri sia il titolare Piero Goldoni sia l’avvocato Anselmo Sovieni, che rappresenta l’azienda in questa procedura, non hanno rilasciato dichiarazioni.
L’Emiliana Rottami, che si occupa di servizi di raccolta e riciclaggio dei rifiuti di vetro, è da anni nel mirino di residenti e ambientalisti per le polveri inquinanti di vetro diffuse nell’aria dai depositi nei pressi dell’A1 e in via Bonvino. Ora l’azienda è in crisi e ha richiesto il concordato ma per evitare il fallimento dovrà presentare al Tribunale di Modena un Piano credibile entro il prossimo 16 gennaio. Anche per salvaguardare i cinquanta posti di lavoro degli addetti.
Al silenzio dell’azienda fanno da contraltare le parole del consigliere comunale Sabina Piccinini, della Lista Civica, che da tempo prosegue nella sua battaglia contro l’inquinamento dovuto alle polveri di Emiliana Rottami: «La richiesta di concordato da parte della ditta Emiliana Rottami - dice Sabina Piccinini - apre una scenario decisamente preoccupante per i cittadini di San Cesario: se il prossimo gennaio il giudice si esprimerà per il fallimento, chi bonificherà le centinaia di migliaia di tonnellate di vetro che da decenni giacciono presso i due stabilimenti della ditta? Così come riferito dall’assessore all’ambiente del Comune di San Cesario, Cavani, a seguito di una richiesta della sottoscritta, la ditta ha presentato presso la Regione una garanzia finanziaria, valida fino a ottobre 2028, pari a un milione e 468mila euro. Saranno sufficienti a garantire la bonifica dei cumuli di vetro? Ci auguriamo che i nostri amministratori facciano bene i conti, che si cautelino per bene, affinché neppure un centesimo venga versato dalla collettività. Nell’arco degli ultimi cinque anni i quantitativi di vetro in giacenza presso lo stabilimento di via Bonvino sono aumentati di circa il 50% passando da 80.840 tonnellate a 123.498 tonnellate. Presso lo stabilimento di via Verdi, Arpae ha più volte richiesto la riduzione dei cumuli di rifiuti vetrosi trattati. Il presidente del Consorzio Recupero Vetro, ing. Grisan, in una lettera inviata alla sottoscritta ha comunicato che fino ad aprile 2013 solo una minima parte del vetro della raccolta differenziata della provincia di Modena è pervenuto alle vetrerie del Consorzio. Quelle montagne di vetro, per lo più completamente scoperte, sono per noi un palese schiaffo ai cittadini virtuosi che effettuano la raccolta differenziata del vetro. Da almeno dieci anni le analisi di Arpae confermano che a San Cesario si respira vetro e l’USL non manca di ricordarci i rischi per la salute pubblica. Al commissario Claudio Vellani e al giudice delegato Pasquale Liccardo la sottoscritta invierà una relazione in cui si chiederà di prendere in considerazione anche le problematiche ambientali legate a questa ditta. Nel 2009 l’allora assessore all’ambiente della Regione, Zanichelli, dichiarò che le attrezzature per il recupero del vetro di Emiliana Rottami risultavano del tutto inadeguate. Quali investimenti ha fatto da allora la ditta? A cosa è servita l’Emiliana Rottami - conclude Piccinini - se sul vetro che avrebbe dovuto recuperare sono cresciuti i papaveri? Mi auguro che per pagare i debiti Emiliana Rottami venda tutto il vetro dei mega cumuli presenti presso i suoi stabilimenti di San Cesario». —
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