Fuggono all’alt carabinieri e si rifugiano su Gigetto: presi
Due uomini forniscono false generalità e per evitare il fermo scappano a piedi I militari, dopo una fase concitata, li inseguono fin sul treno per bloccarli
FORMIGINE
Erano a bordo di un’auto insieme ad un terzo amico, che si trovava alla guida. Ma la loro sospetta presenza in via Giardini Sud non è passato inosservata ai carabinieri di Formigine, lunedì pomeriggio, intorno alle 18, impegnati in un apposito servizio per prevenire i furti in abitazione. La pattuglia ha quindi pensato di procedere ad un controllo di quei tre personaggi, fermandoli e chiedendone le generalità. Ma se l’autista ha puntualmente consegnato i documenti (per lui non ci saranno quindi conseguenze), gli altri due hanno millantato di non essere in possesso di alcuna attestazione di identità. Anzi, pensando di potersi defilare in fretta e raggirare gli operatori hanno fornito nomi falsi. Troppo poco per convincere i militari delle loro buone intenzioni, tanto che i carabinieri li hanno invitati a seguirli in caserma per procedere ad un controllo più approfondito, necessario a verificare la veridicità delle dichiarazioni.
È stato un attimo, i due stranieri, marocchini senza fissa dimora, irregolari sul territorio italiano e con diversi precedenti alle spalle, hanno scelto di darsi alla fuga. Hanno imboccato le strade secondarie della zona, inseguiti però da atletici carabinieri che non li hanno di fatto mai persi di vista.
L’inseguimento è proseguito fino alla stazione dei treni, dove i fuggitivi hanno cercato la salvezza salendo sul trenino diretto verso Modena, assistendo anche alla chiusura delle porte. Credevano di avercela fatta, ma un carabiniere è riuscito a farsi aprire, evitando che “Gigetto” potesse ripartire.
E all’interno di un vagone si è assistito alla seconda fase della fuga. Il ragazzo più giovane - un 21enne - è rimasto immobile, intuendo di non avere più possibilità; l’altro, un 37enne, ha invece messo in atto l’ultimo, disperato tentativo. Con violenza si è scagliato contro un miliare che gli bloccava l’uscita, tentando di scaraventarlo a terra nel tentativo di guadagnarsi la banchina. Un gesto che non gli è riuscito, nonostante il carabiniere abbia riportato una ferita ad una mano.
Si è completato così il doppio concitato fermo, con i due accompagnati in caserma per le operazioni di identificazioni dove è stato disposto l’arresto per aver fornito false generalità, mentre verrà contestata loro anche la resistenza a pubblico ufficiale. E ieri mattina i magrebini sono stati accompagnati in tribunale per il processo per direttissima. Il duplice arresto è stato convalidato dal giudice che, in attesa della prossima udienza, li ha però rimessi in libertà disponendo rispettivamente: il divieto di dimora nella provincia di Modena e l’obbligo di presentarsi ogni giorno ai carabinieri della Compagnia di Sassuolo. —
F.D.
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