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«Il decreto Salvini condanna i nostri ragazzi: aiutateci»

Alfonso Scibona
«Il decreto Salvini condanna i nostri ragazzi: aiutateci»

Accorato appello di Alessandro Barbieri dirigente della società San Giorgio «Il taglio all’assistenza migranti non consentirà loro di finire gli studi o lavorare»

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«Abbiamo bisogno di aiuto perché il nuovo decreto Salvini sull’assistenza ai migranti che blocca i fondi allo “Sprar” ha creato una situazione di estrema emergenza per alcuni dei nostri ragazzi».

È il grido di allarme “urgente” che lancia Alessandro Barbieri, della San Giorgio Asd, che ha cambiato la vita di diversi giovani profughi integrandoli nel tessuto scolastico, lavorativo e sportivo della città di Sassuolo.

«Prima di questo decreto – aggiunge Barbieri – i ragazzi richiedenti asilo per motivi umanitari, diventati maggiorenni, venivano alloggiati e sostenuti dallo “Sprar (Servizio sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati) dando loro il tempo di finire gli studi, imparare un lavoro come apprendista, trovare alloggio e quindi non essere un problema sociale. Una commissione valutava il loro impegno scolastico e l’integrazione nel tessuto sociale (come è avvenuto da noi nella San Giorgio, dove si sono integrati con i nostri ragazzi sassolesi) per poi avere il permesso di soggiorno per due anni. Coloro che sono arrivati da noi hanno intrapreso con successo questo percorso: c’è chi lavora in ceramica, chi in officina, chi monta impianti, chi fa l’elettricista e ora possono continuare a giocare e divertirsi in modo sano, lavorare e avere una speranza. Chi li ha conosciuti ha visto la trasformazione da ragazzini timidi, timorosi e diffidenti in ragazzi sereni ed educati che conoscono benissimo l’italiano e a volte il dialetto».

Quali i motivi dell’allarme? È davvero importante fare presto per risolvere la situazione?

«Con il nuovo decreto – spiega ancora Barbieri - chi esce dalle comunità e diventa maggiorenne (prima non può lavorare) viene messo in strada senza lavoro e casa. Abbiamo diversi ragazzi che sono in emergenza: uno dovrà trasferirsi a Bologna per avere qualche mese di tempo in più, altri hanno una situazione critica che va risolta entro la fine dell’anno. Le due emergenze principali sono: trovare un alloggio in affitto per alcuni di questi ragazzi che hanno un lavoro e possono pagare regolarmente un canone dividendo le spese correnti; trovare un lavoro anche saltuario per permettere di sopravvivere in modo legale e rimanere sul territorio dove giocando a pallone nella nostra società possano continuare quel percorso di inserimento che hanno iniziato».

La San Giorgio si è già attivata per riuscire a risolvere la situazione: «Abbiamo la necessita di diffondere questo appello in tutti i modi – conclude Barbieri - ed intanto chiedo ai ragazzi di parlarne in casa, ai nostri sostenitori di diffonderlo in azienda, a chi lavora in enti, Comuni, giornali per non sprecare gli sforzi fatti fino ad ora e spezzare un sogno. Questa è una partita che non possiamo permetterci di perdere». —





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