Muzzarelli: «Ci sto» Ma avverte tutti: «Lascio se gli alleati non mi vogliono»
Via libera del primo cittadino alla sua ricandidatura: «Superare i mal di pancia e costruire una coalizione larga»
Il “sì” è arrivato, anche se c’è un “ma”: il suo nome deve andare bene anche agli altri partiti e liste della coalizione, altrimenti lui stesso è disposto al passo indietro e a offrire pieno sostegno al nuovo candidato. Posto che al momento verrebbe da chiedersi chi ci sarà, nella coalizione - Leu sembra destinata a non nascere mai, e dunque al massimo ci sarà Mdp, che ha già dato un via libera sostanziale all’operazione, mentre il mondo dei comitati, probabilmente il migliore alleato in questo momento, non sembra esattamente vicino al Pd… - e quale forza potranno avere gli alleati per imporre un candidato diverso, lunedì sera dal primo cittadino Gian Carlo Muzzarelli è arrivato l’atteso via libera alla ricandidatura per le amministrative 2019. L’attuale sindaco, dunque, sarà di nuovo in campo per il Pd, in attesa di diventare il candidato ufficiale della coalizione una volta che anche il resto della compagine avrà detto “sì” all’alleanza e a Muzzarelli. E’ andata come previsto, insomma, l’assemblea cittadina del Partito democratico modenese di lunedì sera, con l’ordine del giorno del segretario Andrea Bortolamasi approvata all’unanimità, ovvero con sessanta voti a favore e nessun astenuto né contrario.
L’ORDINE DEL GIORNO
Un documento in cui il partito approvava in toto l’operato di sindaco e amministrazione, riconoscendo la bontà dei risultati ottenuti e delle scelte compiute e proponendo alla città e alle altre forze del centrosinistra di ripartire da qui per costruire una coalizione ampia e appoggiare il “Muzzarelli secondo”». L’ordine del giorno approvato impegna infatti la segreteria cittadina a «presentare questa proposta insieme a quella programmatica ai possibili futuri alleati di centrosinistra e civici che vorranno condividere un progetto comune per il governo di Modena». Un programma già in fase di costruzione grazie al lavoro dei forum tematici presentati a settembre alla festa di Ponte Alto: «Abbiamo avviato una fase di ascolto e di confronto con la città su diversi temi che toccano la vita dei nostri concittadini - ha confermato lunedì sera Bortolamasi parlando all’assemblea - l’obiettivo è quello di costruire un programma condiviso per il futuro governo di Modena. I risultati di questo lavoro saranno restituiti alla città alla fine di febbraio e saranno messi a disposizione della coalizione del centrosinistra per la sfida elettorale. Lavoreremo per Modena e per i modenesi - ha detto ancora il segretario - la nostra dimensione è quella di una città per tutti e di tutti, inclusiva, solidale, europea. Siamo a disposizione senza veti. La parola guida è “insieme” - ha chiuso Bortolamasi - insieme alla città, alle sue energie migliori, a chi con noi vuole continuare a creare opportunità per Modena e i modenesi».
BOTTA E RISPOSTA
Quindi, dopo una decina di interventi dei dirigenti e amministratori dem, dall’Assessore allo Sport Giulio Guerzoni al consigliere regionale Giuseppe Boschini, è arrivata la risposta di Muzzarelli: «Ringrazio l’assemblea per la fiducia - ha detto il sindaco - io sono a disposizione dei democratici, della sinistra, dei moderati e dei civici che vogliono il bene della nostra comunità». Il primo cittadino ha quindi sottolineato la necessità di costruire un campo largo di riformisti e progressisti «capaci di battere questa nuova destra: invito tutti a superare i mal di pancia personali - ha aggiunto - e a lavorare per una aggregazione il più larga possibile, in grado di portare la coalizione a ottenere la maggioranza dei consensi». Un valore imprescindibile, tanto che lo stesso Muzzarelli ha assicurato che se la coalizione dovesse trovare, in tempi brevi, un candidato alternativo su cui convergere - ipotesi che sembra molto improbabile - lui stesso sarebbe il primo a sostenerlo. Un segnale ai potenziali alleati, insomma, anche per ricordare che per il Pd non è più il tempo dell’autosufficienza. Detto questo, lunedì i dem hanno avuto la risposta che volevano: la tornata elettorale più difficile di sempre la combatteranno (anche) con i “muscoli” di Gian Carlo. —
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