Gazzetta di Modena

Modena

INTERVISTA al pediatra prof. berardi 

«Bimbi nati prematuri: a Modena uno al giorno ma la ricerca si evolve»

G.F.

Il docente e direttore di Neonatologia: «Abbiamo sviluppato grandi competenze neurologiche e sulle malattie infettive» 

2 MINUTI DI LETTURA





Una minoranza silenziosa e bisognosa di attenzioni.

A Modena più di un bambino al giorno nasce prima del termine. Infezioni non trattate e scarsa alimentazione durante la gravidanza sono fattori di rischio di una condizione su cui ancora la ricerca medica sta procedendo.

Al dottor Alberto Berardi, docente di Pediatria generale e specialistica Unimore e direttore della struttura complessa di Neonatologia del Policlinico, il compito di fare chiarezza.

Prof. Berardi, perché è importante celebrare domani la Giornata mondiale della prematurità?

«Èun problema emergente in Pediatria perché sempre più bambini nascono pretermine e riescono a sopravvivere. In ambito pediatrico hanno bisogno di avere ancora un’assistenza dopo la dimissione dal reparto. È bene che la popolazione conosca le problematiche».

Quali sono i numeri su Modena?

«Ogni anno ricoveriamo circa 450 bambini. Secondo i dati regionali, i pretermine sono il 7% di tutti i nati in un anno. Molti hanno età gestazionali vicine alla norma. Le problematiche maggiori le riportano i bambini che nascono in età gestazionali molto basse, per fortuna sono una minoranza. A volte nascono sotto al chilo. Modena è l’unico centro provinciale di terzo livello, per cui le gravidanze pretermine sono centralizzate e potrebbero essere quindi più del 7% regionale».

Su quali aspetti è orientata la ricerca?

«I problemi sono molto diversi perché è necessario focalizzare l’attenzione su tanti organi immaturi nei neonati pretermine, come il cuore, il polmone o il rene. I problemi spesso possono durare fino ai sei mesi di vita. La ricerca riguarda tutti gli ambiti. Tra le patologie emerse negli ultimi decenni c’è la broncodisplasia polmonare, una malattia che fino agli Anni Sessanta era sconosciuta, ma che oggi è la principale neuropatia cronica».

A Modena su quali aspetti s’indaga?

«Abbiamo sviluppato due tipi di competenze. C’è una scuola neurologica di rinomanza internazionale, in cui approfondiamo la conoscenza sui danni cerebrali dei bambini. L’altro ambito riguarda le malattie infettive dei neonati, che tra i pretermine sono molto più frequenti. Abbiamo quindi sviluppato temi di ricerca, tra cui i vaccini per prevenire le infezioni dei neonati, lo studio di sostanze che possano fare immunosoppressione passiva (come gli anticorpi), la prevenzione della trasmissione. Contrariamente a chi pensa che non debbano o possano essere vaccinati, i bambini pretermine necessitano di ancora più forme di protezione. Non avendo sviluppato quelle naturali, devono essere protetti più degli altri perché rischiano malattie polmonari e altri tipi di problemi». —

G.F.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google