Donati e Burgoni convocati «Ci spieghino il caso pedofili»
L’Area Nord vuole “interrogare” i due professionisti sull’operato dei Servizi sociali E si dissocia dal Cismai, l’associazione che seguiva i bambini tolti alle famiglie
MIRANDOLA
Convocare l’ex responsabile dei Servizi sociali di Mirandola, Marcello Burgoni, e la psicologa Valeria Donati, perché forniscano un chiarimento su cosa possa avere portato all’inchiesta che 20 anni fa ha sconvolto la vita di tanti bambini e di tante famiglie. È l’avventura intrapresa al termine del Consiglio dell’Unione Area Nord. Lo dovrà fare la IV commissione Servizi sociali, in base alla mozione approvata l’altra notte a Medolla, al termine di una estenuante maratona sull’argomento Servizio Minori territoriale.
L’INCHIESTA VELENO
Burgoni e Donati sono stati a lungo tampinati da Pablo Trincia, il giornalista d’inchiesta autore di “Veleno”, una serie a puntate che ha demolito ogni pilastro di quella fragile, devastante e controversa inchiesta. L’ultima mazzata è arrivata dalle “confessioni” di due bambine di allora, oggi due donne. Una delle quali ha chiaramente detto di essere stata costretta dalle psicologhe a denunciare il falso. Per quelle dichiarazioni, prima che l’inchiesta implodesse in continue assoluzioni e archiviazioni, c‘è chi a Mirandola e Finale ha trascorso anni in carcere.
“Io la denuncio per molestie”, aveva detto a Trincia la dottoressa Donati, oggi psicologa a Modena. Anche Burgoni, che vive a Mirandola ed è andato in pensione, si era rifiutato di fornire spiegazioni. Vedremo presto se declineranno l’invito anche dell’istituzione Unione.
GLI INTERVENTI IN CONSIGLIO
Quanto di quella assurda tragedia i tanti giovani consiglieri dell’Unione abbiano davvero compreso è difficile dirlo. Anche perché il promotore della discussione, Antonio Platis, nel presentarla si è spesso rifugiato negli ermetismi richiesti dalla delicatezza della vicenda. Fatto sta che si doveva parlare di Servizio Minori, e che la dottoressa Federica Pongiluppi, da poco responsabile di quel servizio, ha ricordato come siano 412 i minori del territorio oggi seguiti dalla sua equipe. Rimarcando che sono in carico 12 casi di violenza di genere ai minori, che la spesa per l’ospitalità in strutture supera gli 800mila euro e quella per gli affidi va da 2.500 a 1000 euro a minore.
LE POLEMICHE
Ma le scintille sono scoppiate quando si è trattato di calcolare quanto si è speso - prima come Comuni, e poi come Area Nord - per quei bambini portati via dall’Ausl e dalla magistratura alle loro famiglie, 20 anni fa. I Comuni si erano ripresi dall’Ausl la gestione dei minori, ma hanno ereditato le conseguenze dell’inchiesta, spendendo quasi 4 milioni per l’affido di quei bambini, due dei quali per le spese degli psicologi.
Valeria Donati e i suoi colleghi, smessi i panni di dipendenti Ausl, avevano costituito l’ormai famoso Cab, una struttura privata appoggiata al Cenacolo Francescano di Reggio dove, guarda caso, i bimbi venivano affidati a suon di milioni. Aspetti di dubbia correttezza che hanno surriscaldato il consigliere Platis, così come le continue dilazioni a fornire delibere e numeri di quegli incarichi, e di quelli legali. Ma alla fine qualcosa si è smosso. Il Consiglio ha deliberato di revocare la quota associativa della Bassa al Cismai, la famigerata associazione cui erano iscritti tutti i professionisti cui da anni venivano dati incarichi per seguire i minori della zona.
Se il vento è cambiato, si vedrà. Trincia sarà a Mirandola a giorni, per raccontare in pubblico la sua inchiesta. “La Politica di “oggi” ha un dovere morale: fare in modo che quanto successo non accada mai più”, scrive Platis di Forza Italia ringraziando quanti, Pd incluso, hanno collaborato a questo risultato. —
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