Opposizioni unite: «Si rispetti il voto del referendum»
Bargi (Lega): «Si rischia di creare un precedente grave» I Cinquestelle incalzano: «Non ci può essere fusione» Galli (Fi) scrive al Prefetto
LAMA MOCOGNO
Ancora reazioni di contrarietà da parte degli schieramenti di opposizione in Regione dopo la Commissione di martedì che ha dato il via libera (con i soli voti Pd) alla possibilità di concretizzare ancora la fusione Lama Mocogno-Montecreto in caso di parere positivo dei Consigli comunali. «Se l’indirizzo dei Consigli fosse difforme da quello del referendum – osserva il leghista Stefano Bargi – l’Assemblea Legislativa regionale si troverebbe nell’assurda condizione di dover screditare uno dei due pareri: o l’esito referendario o la decisione del Consiglio. Pareri entrambi fondamentali per la democrazia e la partecipazione attiva alla vita politica dei nostri territori: sarebbe un gravissimo precedente». Andrea Galli (Forza Italia) ha scritto addirittura al prefetto Paba una lettera in cui, in caso di fusione passata in questo modo, paventa rischi per l’ordine pubblico: «Se Regione e Comuni intendono andare avanti con protervia sulla strada della possibile fusione dopo il no referendario, creando un precedente che annulla il senso di una consultazione popolare – scrive – crediamo che le conseguenze potrebbero essere nefaste anche sul piano dell’ordine pubblico, che certamente verrebbe compromesso da un così palese voltafaccia». «Per noi non ci può essere nessun tipo di fusione – incalzano i 5 Stelle Silvia Piccinini e Andrea Bertani – se una delle due realtà coinvolte si è espressa contro. Sostenere, come fa la giunta, che è la legge che impone come passaggio obbligato il rimando ai Consigli comunali è totalmente fuorviante». «Una volta che i cittadini si sono espressi per il No, è inaccettabile che il Pd in Regione tenti di scavalcarli provando a fare affidamento sulle maggioranze consiliari», nota Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. —
D.M.
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