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tanti casi in provincia 

Riciclava assegni rubati truffando Inail e banche Condannato a 4 anni

Nel febbraio 2011 ha preso di mira tre banche per truffarle, tra Reggio e Modena, presentandosi nelle filiali ma con un’identità fasulla sempre falsificando carte d’identità rilasciate regolarmente....

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Nel febbraio 2011 ha preso di mira tre banche per truffarle, tra Reggio e Modena, presentandosi nelle filiali ma con un’identità fasulla sempre falsificando carte d’identità rilasciate regolarmente.

Così ieri il 35enne Gianluca Maio è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per una serie di reati: riciclaggio, falsità materiale, truffa, tentata truffa e sostituzione di persona.

Solo avvocati d’ufficio per quest’uomo mai comparso in aula con precedenti penali specifici. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – e ritenuto ieri provato dalla Corte – ogni mossa del casertano è stata anticipata dalla falsificazione di carte d’identità che apparentemente apparivano emesse dal Comune di Reggio Emilia e di Modena.

Tre documenti in cui la foto è effettivamente quella Di Maio, ma non le generalità e l’indirizzo che risultano del tutto inventati. Usando quelle generalità fasulle il 35enne apriva dei conti correnti bancari, su cui versare assegni rubati e poi prelevare denaro contante.

Alla filiale Credem di Montecchio versa un assegno di 5mila euro, per poi prelevare 250 euro con il bancomat. Nella filiale Credem di Formigine (Modena) porterà cinque assegni (emessi correttamente per oltre 7mila euro da Unicredit per conto dell’Inail, ma versati dall’imputato alterando il nominativo del reale beneficiario) per incassare successivamente 6.600 euro in contanti tre prelievi. Tutto ciò viene inquadrato come riciclaggio. Non gli riesce, invece, il colpo più grosso, cioè una truffa da ben 41.500 euro, depositando l’ennesimo assegno rubato nella filiale Credem di Rolo. Ma stavolta l’ingiusto profitto non si concretizza e il personale della banca nega a Di Maio un anticipo di 5mila euro. Per l’accusa è una tentata truffa.

Per la tecnica della carta d’identità falsificata, il 35enne è stato condannato anche per sostituzione di persona. Nel processo nessuno si è costituito parte civile: l’avrebbero potuto fare Credem, Inail e chi ha subìto il furto degli assegni. —

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