Il legale ai Comuni: «Dovete costituirvi parte civile in appello»
Attendere le motivazioni della sentenza Aemilia per decidere se partecipare come parti civili all’appello. E poi chi si farà carico della montagna di amianto tra Medolla e San Felice, visto che...
Attendere le motivazioni della sentenza Aemilia per decidere se partecipare come parti civili all’appello. E poi chi si farà carico della montagna di amianto tra Medolla e San Felice, visto che Augusto Bianchini è stato assolto (e prescritto per alcune contravvenzioni) dai reati ambientali. È su questi temi che il legale incaricato dai Comuni, dall’Unione e dalla Provincia, Valeria De Biase, ha riferito al consiglio dell’Unione, invitata dal presidente del Consiglio di Finale, Maurizio Boetti, che ha bacchettato l’assenza della politica della Bassa a due anni e mezzo di processo e la “stucchevole” passerella per la sentenza.
L’avvocato ha ricordato che all’udienza preliminare di Bologna si erano costituiti parte civile solo la Provincia e il Comune di Finale, ma che la costituzione al successivo dibattimento dei Comuni di San Felice, Mirandola, Concordia e dell’Area Nord ha comunque prodotto un risultato: per il danno di immagine al territorio il Tribunale di Reggio ha assegnato provvisionali provvisorie e subito esecutive di 100mila euro a Comune (200mila alla Provincia). L’assoluzione perché “il fatto non costituisce reato” dai reati ambientali per il legale potrebbe giustificarsi come mancanza di consapevolezza dei Bianchini di aver disseminato amianto nella Bassa, e nella sede di via dell’Industria a San Felice (la famosa montagna). De Biase ha rimandato alle motivazioni della sentenza (attese per gennaio), spiegando che il tribunale ha disposto la confisca di tutti i beni dei Bianchini e delle loro aziende, che passano allo Stato, inclusa la montagna di amianto. Il cumulo più pericoloso a spese dell’amministrazione giudiziaria (lo Stato) è stato coperto con un telo garantito 5 anni. Non sarà facile per il Comune di San Felice passare la palla ad altri, dal momento che era consapevole che si trattava di materiale inquinante quando ha promosso e ottenuto la rimozione dei terreni all’amianto da Ricommerciamo, per farli portare non in una discarica autorizzata ma alla Bianchini.
Dal Pd è venuta la proposta di una legge che possa sgravare il territorio da questi costi (15 milioni di euro) di regolare smaltimento della montagna. De Biase ha sollecitato i Comuni a restare accanto alla Dda nel giudizio di appello, per far riconoscere una responsabilità che in primo grado non c’è stata. L’avvocato sarà a San Felice anche nei prossimi giorni, ma in una commissione consiliare ristretta. —
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