L’intitolazione della piazzetta a Formiggini con i discendenti
Sono partiti gli inviti anche per i parenti più lontani tra Roma e Israele Commissione Toponomastica e Consiglio: tutti d’accordo
Un pezzo di Piazza Torre sotto la Ghirlandina sarà dedicato all’editore Angelo Fortunato Formiggini, l’ebreo modenese, suicidatosi buttandosi dalla Ghirlandina poco dopo l’emanazione delle leggi razziali.
A partire dal 29 novembre, con un cerimonia solenne il consiglio comunale inaugurerà la nuova intitolazione di quel tratto che collega piazza Grande a via Emilia centro, in un sito protetto dall’Unesco. Per l’occasione si sta preparando a Modena un grande raduno i discendenti della famiglia Formiggini, sparsi tra l’Italia e il resto del mondo. Tra Roma e Israele sono in viaggio gli inviti da parte del sindaco in modo da avere come ospiti i parenti nella ricorrenza della scomparsa. La data della celebrazione non è stata scelta a caso e coincide con la morte dell’editore, il 29 novembre 1938.
Dal canto suo la Commissione Toponomastica del Comune ha approvato la variazione all’unanimità e questo è il miglior viatico per riscoprire un gigante dimenticato dell’industria culturale del primo Novecento, che Modena ha sinora trascurato. Cosa che invece Formiggini non fece mai; anche vivendo a Roma o Pariginon trascurava gli amici modenesi, le visite ai parenti quando possibile, la partecipazione attiva alla vita culturale della città. Abbracciò le sue radici modenesi anche quando scelse la sua città per chiudere la sua esistenza e al tempo stesso lasciò il suo patrimonio librario e archivistico alla nostra città. Tre decenni fa nella Biblioteca Estense è stato rimesso in ordine il mare di lettere e libri donati da Formiggini, celebrando la sua figura con un volume ricco e completo.
Ora invece è l’intera città che lo abbraccia, senza distinzioni politiche, dopo il via libera del consiglio comunale.
Per il 29 novembre è stata predisposta una cartolina ricordo, un annullo filatelico speciale e, a fianco delle celebrazioni, ci sono anche le due mostre preparate dai ragazzi delle medie Ferraris assieme al loro professore di storia (una sull’editore e l’altra sulle leggi razziali a Modena). L’unica cosa che manca ancora è un percorso culturale tra i luoghi dov e visse a Modena: la sua casa, la sede della prima casa editrice, il liceo Muratori e l’università dove si laureò con lode nel 1901, con una tesi in Giurisprudenza su “La donna nella Torah”. Ancora una volta era in anticipo di settant’anni su innovazioni culturali e fermenti ideali così vicini alla nostra epoca. —
S.C.
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