La ricetta di Zingaretti «Caro Pd, serve umiltà È ora di voltare pagina»
Oltre 250 persone all’incontro col candidato alla segreteria «Ascoltiamo e rimettiamo al centro i diritti della gente»
Vuole un Pd profondamente rinnovato, e soprattutto un Pd «che non abbia paura di dirlo: in questi anni si è litigato troppo e si è discusso poco, ma si fa anche una grande fatica a dire che abbiamo sempre perso, dal referendum alle politiche alle amministrative. Per questo ora serve soprattutto una cosa: voltare pagina».
Parole da nuovo segretario per Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e candidato al congresso nazionale del Pd, che ieri sera ha incontrato per la prima volta i sostenitori modenesi al centro “La Fenice” di via Canaletto, all’interno del complesso Errenord.
Un incontro molto partecipato, con duecento persone a sedere e oltre cinquanta in piedi. Diversi i dirigenti del partito e amministratori modenesi presenti, dal sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, che è passato all’inizio dell’incontro per salutare Zingaretti, ai suoi predecessori Giorgio Pighi e Giuliano Barbolini. In sala anche gli ex parlamentari Stefano Vaccari e Ivano Miglioli, i segretari del partito Davide Fava e Andrea Bortolamasi, i consiglieri regionali Luciana Serri, Luca Sabattini ed Enrico Campedelli, i sindaci Roberto Solomita, Filippo Molinari e Alberto Bellelli, l’assessore modenese allo Sport Giulio Guerzoni, il suo predecessore Antonino Marino e i consiglieri comunali Tommaso Fasano e Simona Arletti. Tutta la sinistra del partito, insomma, anche se in sala non mancavano gli ex renziani, dalla presidente della direzione provinciale Stefania Gasparini all’ex consigliere comunale Stefano Rimini, vicino alla vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini, che proprio nei giorni scorsi ha dato il suo appoggio a Zingaretti.
Nel suo intervento, il governatore del Lazio si è soffermato a lungo sulle ragioni della crisi del Pd: «Le persone si sono allontanate da noi perché non si sono sentite ascoltate - ha detto - creando un vuoto che è stato riempito dall’antipolitica, che non risolve i problemi, ma semplicemente li rappresenta. Ora noi dobbiamo ripartire con umiltà, con voglia di ascoltare e rimettendo al centro i diritti della gente. Al partito serve uno spirito unitario nuovo - ha aggiunto il candidato alla segreteria nazionale - che dialoghi con la piazza di Torino e con gli uomini e le donne che hanno detto no al decreto Pillon, ma anche con gli studenti che saranno nelle piazze oggi e con tanti mondi che non si sentono rappresentati da un governo ormai spaccato su tutti i punti dell’agenda. Dobbiamo voltare pagina - ha aggiunto tra gli applausi dei modenesi - e dobbiamo farlo adesso: se non ora, quando?». —
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