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Nominati i liquidatori per salvare il futuro del Golf country club

Nominati i liquidatori per salvare il futuro del Golf country club

L’attività è florida ma una causa mette in pericolo l’impianto La mediazione del Comune ha scongiurato la chiusura

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FORMIGINE

Il “Modena Golf & Country Club” è stato al centro di un’interpellanza durante l’ultimo Consiglio comunale di Formigine. A presentarla i consiglieri Cuoghi e Baraldi (Forza Italia) con lo scopo di far luce sulla situazione finanziaria delle società coinvolte: «L’attività sportiva è gestita dal Modena golf country club, una Asd che agisce quale locatoria dell’impianto che è invece di proprietà del golf club Modena spa, in liquidazione». Questa la premessa di Cuoghi, che poi specifica come l’impianto di Colombaro sia uno dei migliori in Italia, con bilanci virtuosi e che negli ultimi 10 anni ha lasciato le quote invariate per i circa 900 soci. Dà inoltre lavoro a una quarantina di dipendenti ed è un valore aggiunto non solo dal punto di vista sportivo, ma anche per il territorio in termini di turismo. A fronte di questa situazione eccellente, Cuoghi specifica che ora il socio di maggioranza relativa del Golf Club Spa, la coop carpigiana Cmb, avrebbe privato la società di riferimento dell’asset residenziale, facendo prefigurare un inquietante possibile declino. Pende anche un concordato, e comunque «risulta evidente dagli atti e dai propositi espressi la precisa intenzione di chiudere definitivamente la Modena Golf spa, liquidando a costi irrisori il diffuso azionariato».

LA RISPOSTA DEL SINDACO

È stato il sindaco Maria Costi a rispondere in prima persona a Cuoghi, ricostruendo la “storia finanziaria” del campo da golf, realizzato alla fine degli anni ’80. Il primo cittadino ha spiegato come all’interno della società proprietaria dell’impianto, due soci hanno presentato due cause.

«Una di riconoscimento dei danni a seguito della mancata realizzazione di nuove buche di campionato, che ha coinvolto oltre alla società tre amministratori della stessa Cmb e il suo legale rappresentante», ma sia in primo sia in secondo grado hanno perso. «La seconda ha invece ad oggetto il recesso dei soci per un totale di 290 azioni: la sentenza di primo grado del Tribunale nel 2008 ha negato il diritto al recesso, mentre la Corte di appello ha riconosciuto il diritto al recesso per un importo di 1,2 milioni di euro». Da qui il concordato della società proprietaria, con grave allarme per la Asd. Per questo il sindaco ha incontrato tutti i soggetti coinvolti, giungendo alla nomina di due liquidatori (Claudio Trenti e Giorgio Antonioni), uno per la Asd e uno per la Spa. A loro spetterà il compito di trovare l’accordo e porre fine alla questione, ridando nuovo slancio all’impianto di Colombaro. —

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