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Quei “Pugni chiusi” simbolo di civiltà Il monologo di Boschini

PAOLO SEGHEDONI

Il manager modenese si è ispirato alle Olimpiadi del 1968 Domani lo spettacolo va in scena alle 21 al Sacro Cuore 

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Peter Norman. Alla stragrande maggioranza è un nome che non dice molto. E non giova sapere che si tratta di un australiano né che stiamo parlando di un ex atleta. Eppure la storia di Peter Norman, a 50 anni di distanza, è di grandissima attualità. La racconta Maurizio Boschini, modenese ‘prestato’ a Bologna, dirigente d’azienda, giornalista e scrittore in ‘Pugni Chiusi’ un monologo che sarà a Modena domani alle 21 al teatro Sacro Cuore. «Sono passati 50 anni dall’ottobre 1968 e dalla finale dei 200 metri piani quando gli atleti di colore Tommie Smith e John Carlos, fecero il loro notissimo saluto con i guanti neri e il pugno chiuso appunto – spiega lo stesso Boschini -. Un ricordo ancora scolpito nella memoria di tanti. Meno nota è la storia di Peter Norman, l’atleta australiano arrivato clamorosamente secondo nei 200 metri piani a Città del Messico e salito sul podio con i due colleghi di colore. Norman corse in 20.06, che è tuttora record australiano, e nello spogliatoio venne messo a conoscenza del gesto che avrebbero fatto i due statunitensi».

Come reagì Norman?

«Norman era una persona di grande cultura e sensibilità e in pochi istanti decide di solidarizzare con Smith e Carlos. Prese uno stemma di una associazione a favore dei diritti umani e se lo appuntò sulla divisa. Poi restò a testa bassa durante la premiazione. Questo bastò per essere emarginato dallo sport e dalla sua nazionale di atletica leggera».

In che modo fu osteggiato?

«A dispetto di un risultato sportivo straordinario Norman in Australia trovò strade sbarrate. Nel 1972, nonostante avesse realizzato 13 volte il tempo minimo per andare alle olimpiadi di Monaco, non venne convocato. E finì per fare l’anonimo insegnante di educazione fisica. Nel 2000, alle Olimpiadi di Sidney nel suo Paese, non venne nemmeno invitato come ex atleta che aveva vinto un argento olimpico».

Perchè è così attuale oggi questa storia?

«Perchè viviamo tempi, in tanti luoghi del mondo (basti pensare agli Stati Uniti di Trump, ma anche all’Europa), di chiusura. Norman ebbe il coraggio, lui bianco e di un Paese lontano dagli Usa, di fare la scelta giusta, una scelta che ha pagato per la vita. Così come pagarono a carissimo prezzo Smith e Carlos. Ma Norman lo fece nella dimenticanza di tutti».

Per prenotarsi allo spettacolo, recitato da Jacopo Trebbi sotto la regia di Gianni Marras, basta accreditarsi al sito www.valdeb.it (posto unico a 10 euro). “Pugni Chiusi” sarà replicato per l’istituto Cattaneo Deledda lunedì 19 e altri istituti scolastici si sono interessati. Boschini ha presentato “Pugni Chiusi” a una platea di studenti nel recente “Festival della migrazione”. —

PAOLO SEGHEDONI

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