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INCONTRO A BOLOGNA 

Regione e sindacati sono concordi: «Per Maserati serve un tavolo nazionale»

Regione e sindacati sono concordi: «Per Maserati serve un tavolo nazionale»

L’assessore Palma Costi: «Attendiamo i nuovi modelli» Fiom Cgil: «È necessario un Piano complessivo di Fca»

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Istituzioni e sindacati all’unisono chiedono l’intervento del governo e un tavolo nazionale per garantire il futuro dello stabilimento Maserati di Modena, così come per gli altri siti di Fca in Emilia Romagna quali VM Motori e Magneti Marelli.

Si è infatti tenuto l’incontro presso la Regione Emilia Romagna per fare il punto sulla situazione attuale e le prospettive degli stabilimenti del Gruppo Fca nel territorio. All’incontro erano presenti i rappresentanti della Regione, dei Comuni dove sono insediati gli stabilimenti e dei sindacati Fim, Fiom e Uilm provinciali.

«Abbiamo condiviso le preoccupazioni - ha affermato Palma Costi, assessore alle attività produttive - e ci siamo scambiati le informazioni che saranno utili alle organizzazioni sindacali, quando incontreranno a Torino i vertici di Fca, e alle istituzioni, quando saranno ricevute dal nuovo chief operating officer per l'Europa Pietro Gorlier dopo la presentazione del Piano industriale di Fca. Si attendono nuovi modelli basati sulla compatibilità ambientale, più sicuri grazie alla guida assistita e che rappresentano il futuro della mobilità. Chiediamo che gli stabilimenti presenti nella nostra regione siano anche per il futuro luoghi di sviluppo dell'innovazione e siti produttivi di eccellenza».

La richiesta emersa dall’incontro, e già avanzata dalla Regione Emilia-Romagna al ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, è di convocare un incontro nazionale con i vertici di Fca, i sindacati e i rappresentanti di tutte le Regioni nei territori dove sono presenti stabilimenti del gruppo.

Sul futuro di Maserati a Modena ieri si era già espresso Ferdinando Uliano di Fim Cisl. L’altro sindacato Fiom - Cgil ha ribadito le preoccupazioni esistenti da tempo per lo stabilimento di Maserati Auto di Modena «di cui a oggi non è ancora chiaro il Piano industriale che possa chiarire se e quali modelli saranno prodotti e in quali tempi potranno essere messi in produzione. Nel frattempo la situazione di Maserati sta peggiorando con l’aumento dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali (oggi è in essere un contratto di solidarietà) con un maggior impatto di giornate di sospensione su ogni singolo lavoratore che potrebbe addirittura andare oltre le 10 giornate al mese. La direzione aziendale ha dichiarato un esubero temporaneo di 132 addetti in produzione su 221 attualmente in forza, sottoscritto dalle organizzazioni firmatarie (Fiom esclusa). Oggi abbiamo un’azienda a due velocità: un’area progettazione in espansione e un’area produttiva che si sta restringendo, basti pensare che nel 2018 si produrranno solo 2.400 vetture, di cui 1.800 a marchio Maserati, a fronte di una capacità produttiva installata pari a 7-8.000 autovetture annue».

«Stupiscono - aggiunge Fiom - le certezze di Ferdinando Uliano della Fim Cisl sui nuovi modelli. Dal suo punto di vista, verranno allocati in Maserati Auto a Modena, quando ad oggi non è trapelata da parte aziendale alcuna informazione in tal senso. La Fiom - Cgil ha evidenziato il bisogno di un Piano industriale complessivo del Gruppo Fca che rilanci la produzione delle auto nel nostro Paese, in quanto oggi esiste una capacità produttiva installata pari a 1 milione 400.000 veicoli e oggi se ne producono solo 700.000. Importante il confronto con i rappresentanti della Regione Emilia Romagna e dei Comuni interessati: si è ritenuto indispensabile e urgente un intervento del Governo che possa aprire un tavolo di confronto con l’azienda a livello nazionale per capire anche le possibili ricadute sugli stabilimenti emiliani». —

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