Un’altra assoluzione per Casari e Verrini
Il tribunale di Roma giudica corrette le fatture di Montali alla Cpl per affari con Acer e Provincia: «Il fatto non sussiste»
CONCORDIA
Un’altra assoluzione per gli ex manager di Cpl Roberto Casari e Massimo Verrini. È stata pronunciata dal tribunale di Roma che ha sentenziato come “il fatto non sussiste” per le accuse di false fatturazioni che venivano loro contestate. Si tratta di un altro filone dell’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia, finita nella Capitale perché è da lì che il consulente Giorgio Montali le emetteva alla coop di Concordia. Documenti che riguardano due importanti appalti con Acer e la Provincia e che secondo l’accusa avrebbero sotteso alla creazione di fondi neri. Ma alla fine del dibattimento i giudici non hanno riscontrato alcuna prova, ritenendo corretto il rapporto di lavoro tra Montali e i vertici di Cpl.
«Siamo davvero molto lieti di questa sentenza - commentano a caldo Michele e Massimo Jasonni, che hanno rappresentato la difesa di Verrini anche nel procedimento romano - Si riconosce piena dignità all’operato del nostro assistito, che ha agito correttamente come hanno stabilito i giudici di Roma».
È inevitabile che anche questa sentenza abbia ripercussioni sul processo in corso a Modena dove Casari, Verrini e Montali sono imputati con numerosi altri ex dirigenti e consulenti della cooperativa di Concordia. Perché se le assoluzioni dell’ex sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino e del suo capo ufficio tecnico, Silvano Arcamone, hanno tolto di scena i presunti corrotti (a giudizio rimangono soltanto i presunti corruttori) della metanizzazione, la sentenza di ieri cancella anche le ombre sui rapporti consolidati tra le società di Montali e la cooperativa della Bassa. In discussione, davanti al collegio presieduto dal giudice Pierluigi Di Bari, ci sono infatti alcuni affari intercorsi tra il consulente e lo staff di Roberto Casari. Secondo quanto i pubblici ministeri di Modena, Marco Niccolini e Pasquale Mazzei, stanno tentando di dimostrare, diverse operazioni di consulenza attribuite a Montali non sarebbero reali. Il legale rappresentante delle ditte Biciemme, Cosmen e Gruppoipla avrebbe infatti, attraverso i suoi elaborati, offerto a Concordia degli studi di fattibilità - anche per lavori in Canada, India, Cina e Romania - redatti attraverso informazioni recuperabili da internet e senza alcuno sforzo. Lo hanno raccontato due finanzieri del Comando di Modena, evidenziando come diversi documenti fossero dei semplici “copia e incolla” dal web. E l’idea di fondo resta quella che aleggia da tempo: quei tomi di fogli servivano soltanto a pagare Montali in modo regolare, nascondendo un giro di fondi neri. Una tesi che il tribunale di Roma ha rigettato e che potrebbe tracciare una strada analoga anche per i colleghi di Modena. Se ne parlerà anche oggi quando proseguirà il processo “modenese”. —
F.D.
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