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Oreste Tonozzi, presidente del comitato a favore della fusione «Il sindaco di Sestola è stato scorretto, ne abbiamo anche le prove» 

«Unione tra Lama e Montecreto I Consigli abbiano coraggio»

D.M.

L’ANALISIPlaude il Comitato del Sì alla fusione Lama-Montecreto all’ultima chance lasciata dalla Regione per concretizzare il progetto, dando la parola ai Consigli comunali. Il presidente Oreste...

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L’ANALISI

Plaude il Comitato del Sì alla fusione Lama-Montecreto all’ultima chance lasciata dalla Regione per concretizzare il progetto, dando la parola ai Consigli comunali. Il presidente Oreste Tonozzi analizza la situazione a un mese e mezzo ormai dal voto, tirandosi via anche qualche sassolino.

Tonozzi, è convinto che il progetto debba andare avanti con il Sì dei Consigli?

«Certo, quello di Lama mi pare scontato, e auspico un atto di coraggio e lungimiranza a Montecreto, dove il No ha prevalso per soli 32 voti. Non si tratterebbe di una scelta in difformità rispetto a quella popolare: se si votasse ora, il Sì vincerebbe alla grande anche a Montecreto. Dopo il voto si è aperta una grande discussione che ha fatto chiarezza tra verità e menzogne, e tanta gente si è pentita. I politici della pianura che tanto protestano in questi giorni non si rendono conto della situazione reale in cui versa questo territorio».

Cioè? Urgenza di fondi?

«C’è estremo bisogno di questi 7,8 milioni che arriverebbero con la fusione, per fare strade, progetti e piani di sviluppo. Ma conta soprattutto il discorso di prospettiva: se non si fa questa fusione, non se ne faranno mai più qui in montagna, perché non ci proverà più nessuno. Se invece si va avanti, si apre un portone: tutti vedranno i vantaggi e nel giro di pochi anni altri si aggregheranno in un Comune di peso che fa investimenti, progetta e invoglia i giovani a rimanere. Altrimenti lo spopolamento aumenterà, i prezzi delle case continueranno a calare e la montagna rimarrà solo una grande riserva di caccia».

Ma votare in difformità a Montecreto... Non è un atto semplice.

«Se avessimo avuto avversari schietti e un dibattito pulito, io sarei il primo adesso a dire stop. Ma il fronte del No ha fatto del terrorismo giocando sull’emotività, mettendo in giro voci assurde come che chiudevano banche, farmacie e poste. E c’è stata la scorrettezza del sindaco di Sestola, che è andato dalle famiglie a perorare il No: ne abbiamo le prove e possiamo dirgli anche da quali famiglie è andato. La sua azione ha cambiato l’esito del referendum».

Come può sostenere questa tesi?

«A Montecreto è andata come ci si aspettava, la sorpresa è stata Acquaria, dove per quanto fosse prevalente il No nel capoluogo, avevamo il sentore chiaro che il verdetto sarebbe stato ribaltato dal Sì che avrebbe vinto in modo netto a Rovinella e nella parte bassa. Invece è passato lui e c’è stata la sorpresa. La gente si è fatta influenzare, perché Sestola ha un peso ideologico notevole. Nonostante non abbia mai mostrato di volere il bene di Montecreto».

Tutti motivi per cui lei ora “chiama” Montecreto a votare Sì?

«Un buon amministratore deve fare il bene del territorio, anche a costo di scelte impopolari sul momento. Ma dopo un po’ i meriti saranno evidenti. E riconosciuti». —

D.M.

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