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FINALE. L’INDUSTRIA CERAMICA 

Panaria, conti in rosso e crollo del titolo in Borsa

Stefano Turcato
Panaria, conti in rosso e crollo del titolo in Borsa

Ricavi in calo del 4,6%, perdita netta di 2 milioni rispetto al più 10,1 del 2017 Il titolo azionario a Piazza Affari è passato da 6,28 euro di gennaio a 1,99 di ieri

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Conti in rosso nei primi nove mesi del 2018 e crollo del titolo in Borsa dopo la pubblicazione del resoconto al 30 settembre scorso. Continua la fase negativa di Panariagroup Industrie Ceramiche di Finale, che la stessa azienda spiega con il difficile momento del mercato: «L’andamento del cambio euro-dollaro - dice Panariagroup - l’incertezza macroeconomica e politica a livello nazionale e mondiale e l’incremento delle tariffe energetiche hanno influito sull’andamento economico del 2018».

PanariaGroup ha chiuso i nove mesi con ricavi per 280,79 milioni di euro, in contrazione del 4,6% rispetto ai 294,35 milioni ottenuti nei primi tre trimestri dello scorso anno, il margine operativo lordo è di 14,9 milioni rispetto ai 34,8 milioni al 30 settembre 2017, si registra una perdita netta consolidata di 2,0 milioni di euro che si differenzia in modo macroscopico a confronto di un utile di 10,1 milioni dello stesso periodo nel 2017.

A fine settembre l’indebitamento netto del Gruppo ammontava a 110,85 milioni di euro, in aumento rispetto ai 99,4 milioni di inizio anno.

La posizione finanziaria netta al 30 settembre registra un saldo negativo di 110,8 milioni con un aumento di 3 milioni di euro rispetto al trimestre precedente.

Il patrimonio netto è pari a 168,5 milioni di euro (era 171,6 milioni nel 2017).

«Il 2018 – ha affermato Emilio Mussini, presidente di Panariagroup – si conferma un anno contrastato, in cui la convergenza di fenomeni negativi, sia interni che esterni, ha determinato una battuta d’arresto al consistente percorso di crescita dei ricavi e dei risultati economici intrapreso dal nostro Gruppo nel triennio precedente. Abbiamo già evidenze positive di alcuni fattori (cambio, introduzione dei dazi Usa all’import ceramico cinese e aumento dei nostri prezzi di vendita) che – ha aggiunto – unitamente a un rigoroso controllo del capitale circolante netto ci consentiranno a breve un miglioramento dei risultati economico finanziari». L’andamento nelle diverse aree di riferimento è in linea generale negativo con l’unica eccezione del mercato italiano: «C’è una crescita del 2% - dichiara Panariagroup - a fronte di un calo dei concorrenti nel loro complesso (meno 1,1%). Il Gruppo si è sempre contraddistinto per una presenza capillare sul mercato domestico, che è stata confermata nel 2018 e pone le premesse positive anche per il futuro. L’incidenza del mercato italiano sul totale dei ricavi è pari al 20%».

L’andamento in Europa è in linea con il 2017 ma negli Usa si registra una contrazione del 4%, che diventa del 10% in Asia, Canada, Sud America, Oceania e Africa.

La settimana alla Borsa milanese di Piazza Affari è stata di conseguenza pessima per Panariagroup, che ha perso il 3,29% martedì, il 3,43% mercoledì e il 12,99% per cento nella giornata di giovedì con un lieve rimbalzo (più 1,53%) nella seduta di ieri.

Il titolo di Panariagroup, per comprendere il percorso del 2018, era quotato 6,28 euro il 19 gennaio scorso, prima di iniziare una discesa graduale ma costante che ha portato alla valutazione di 1,99 euro di ieri. —

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