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Sparò e ferì il ladro: confermata in appello la condanna a Barbieri

Carlo Gregori
Sparò e ferì il ladro: confermata in appello la condanna a Barbieri

Anche in secondo grado 3 anni e 1 mese per tentato omicidio «Andremo in Cassazione». L’accusa: «Non voleva uccidere»

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La Corte d’Appello di Bologna ha confermato ieri sera la condanna di Giuliano Barbieri, il commerciante di abbigliamento di Formigine che nella notte del 7 novembre 2009 sparò a un ladro durante un furto nel suo negozio. Uno o due colpi sparati quasi frontalmente a distanza abbastanza ravvicinata dal marciapiede colpì Nenad Ljumovic, appena uscito dal negozio. Le ferite furono gravissime: mento distrutto, perforazione della zona vicina a un polmone, lesioni al braccio e al torace. Per questo drammatico episodio, anche in secondo grado Barbieri è stato ritenuto colpevole di tentato omicidio colposo. La sentenza è arrivata dopo un imprevista posizione del procuratore generale in favore di una parte sostanziale delle tesi della difesa (avvocati Enrico Aimi e Silvia Ciancia): l’accusa ha infatti spiegato ai giudici che non si trattava di un tentato omicidio, a suo avviso, bensì di una caso di lesioni colpose aggravate. Un reato più leggero di quello originario, che tra l’altro sarebbe già ricaduto nei tempi di prescrizione. Invece, i giudici hanno ritenuto più che convincente la ricostruzione del Terzo Collegio del Tribunale di Modena che nel dicembre 2017 ha condannato Barbieri alla stessa identica pena: tre anni e un mese di carcere.

«Attendiamo di conoscere le motivazioni che saranno depositate tra novanta giorni - commentano amareggiati Aimi e la Ciancia - ma andremo in Cassazione. Continuiamo a credere che ci siano ragioni importanti in favore di Barbieri».

Da subito, il caso ha suscitato un’appassionata discussione pubblica. E dopo la condanna in primo grado, quando una larga parte dell’opinione pubblica ha ritenuto che Barbieri non dovesse essere punito, anche i formiginesi si sono in gran parte schierati con lui esprimendogli solidarietà.

Perché fa tanto discutere questa vicenda? Tutto ruota attorno al concetto di legittima difesa. Che secondo la Procura di Modena non c’era, tanto è vero che il pm aveva chiesto più di 4 anni di carcere. E che al contrario secondo i due difensori c’era eccome: è vero che sono stati sei i colpi sparati da Barbieri con la sua pistola in altre direzioni e uno o due sparati verso il ladro appena uscito dal negozio, ma in che modo stava uscendo il ladro dal negozio? Tutto il processo, poi, si è giocato su una domanda: Ljumovic era pericoloso o no? Secondo la Procura, il ladro era uscito timoroso da un nascondiglio alzando le mani in segno di resa; per questo non costituiva un pericolo. Secondo gli avvocati Aimi e Ciancia, al contrario, quello spaventato tra i due era proprio Barbieri che, appena vista la sagoma del ladro avanzare verso di lui con qualcosa in mano ha sparato, fermandosi appena ha capito di averlo ferito. Lo proverebbe il fatto che sui è fermato con sei colpi inesplosi nel caricatore. —





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