Stangata per due società che offrivano badanti Denunce e maxi-multe
Sanzioni per 950 mila euro e recuperi per altre 750 mila su evasioni Inps e Inail Centinaia di persone truffate Ditte anche con sedi rumene
Ci sono voluti quindici mesi ma alla fine la Nidil-Cgil ha vinto su tutta la linea nel braccio di ferro contro società di servizi, due delle quali con sede legale in Romania, che offrivano servizi agli anziani e ai disabili con le badanti, in gran parte straniere.
Ora i titolari delle ditte sono stati denunciati alla Procura da parte dell’Ispettorato del Lavoro per intermediazione illecita di manodopera, sfruttamento del lavoro e altre violazioni penali.
Ma non è tutto. Sono state contestate complessivamente circa 950.000 euro di sanzioni amministrative ed effettuati, per ora solo in via ispettiva, recuperi di contributi previdenziali e assicurativi per oltre 750.000 euro.
«Hanno sfruttato le dipendenti giocando sui mancati contributi e i compensi irregolari in buste paga - dice in buona sostanza un comunicato sindacale - alcune retribuzioni in busta paga erano segnate come trasferte e assenze e permessi, del tutto irregolari. Si faceva ricorso al lavoro in nero e c’era un massiccio ricorso all’evasione contributiva».
Così, dopo le denunce di Nidil/Cgil all’Ispettorato del Lavoro, è stata scoperchiata la rete di irregolarità gestita da due sedicenti società e due agenzie di lavoro che da diversi anni operavano sul territorio modenese.
«Al centro della vicenda - scrive in una nota la Cgil - c’erano la “Terza Età Servizio Badanti Coop” e la “Garoxanasi Srl, una società rumena, che tra il 2015 e il 2016 gestivano i contatti e l’intermediazione di badanti. Successivamente, la stessa Terza Età, avendo compreso che era irregolare il rapporto con la Garoxanasi Srl, ha interrotto il rapporto commerciale con quest’ultima a fine 2016. Di qui è partito un nuovo rapporto commerciale con due presunte agenzie per il lavoro, una estera e una italiana, che sono la “J & I S.A. (Spolka Akcyjna)” anch’essa di origine rumena e la Job Italy Spa. Società tutte che hanno un’unica regia nella gestione delle badanti».
«La J & I S.A. (Spolka Akcyjna) e la Job Italia sono risultate non essere iscritte all’Albo italiano delle agenzie per il lavoro temporaneo - sottolinea Nidil Cgil - Tutto questo si è tradotto per diverse centinaia di lavoratrici in vero e proprio sfruttamento. Vogliamo sensibilizzare tutte le famiglie che hanno ancora oggi rapporti con queste presunte società, a recedere dai contratti, sia per la loro tutela che per quella delle lavoratrici. Per la denuncia del 2017, la Job Italy aveva citato in giudizio per diffamazione i responsabili di Nidil/Cgil, ma il giudice lo scorso 3 ottobre ha archiviato la denuncia perché il fatto non sussiste».
Nidil, insieme alla Cgil, ha intenzione di costituirsi parte civile nei processi penali che verranno avviati verso le società coinvolte a difesa dei diritti delle lavoratrici che sono state vittime delle gravi violazioni dei loro diritti. —
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