«Missioni in Kosovo e Iraq ma ringrazio la mia Cavezzo»
Il luogotenente Favarolo va in pensione dopo 27 anni di comando in paese «La paura per la battaglia dei ponti e l’orgoglio dei primi arresti per schiavitù»
CAVEZZO
Dopo 37 anni ed 8 mesi di servizio effettivo - 26 anni e 7 mesi dei quali presso la caserma di Cavezzo - il luogotenente Gianfranco Favarolo si è congedato dall’Arma. Nativo di Ittiri (Sassari), Favarolo, 55 anni, vanta una lunga carriera alla pari dei tre fratelli.
Favarolo, è vero che la sua è una famiglia tutta di carabinieri?
«Sì, mio fratello maggiore, Giuseppe, è andato in congedo da maresciallo nel 2010. Salvatore, invece, è andato in congedo da generale, mentre Angelo è tuttora al radiomobile di Pavullo. Mia sorella Maria Giovanna è l’unica della famiglia a non essere entrata nell’Arma perché all’epoca le donne non erano ammesse».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.17474759:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17474759:1650051011/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E Lei quando è entrato nei carabinieri?
«Era il 19 febbraio 1981 e avevo 17 anni e 5 mesi. Siccome ero minorenne, firmarono i miei genitori per permettermi di frequentare la scuola allievi dei carabinieri ad Iglesias. Poi ho vinto il concorso per la scuola sottoufficiali che ho frequentato a Velletri e Firenze. Infine la nomina a vice brigadiere del nucleo radiomobile a Reggio Emilia e a Salsomaggiore; poi vice comandante a Spilamberto, il nucleo radiomobile di Modena, il trasferimento a Piacenza e il nucleo radiomobile di Carpi, prima di arrivare a Cavezzo l’8 aprile 1992».
Nel mentre le missioni all’estero…
«Nel 2004 sono stato 4 mesi in Iraq, dove ero assegnato alle squadre investigative speciali. In un teatro operativo così impegnativo non fu facile. Il momento di paura più grande fu la battaglia dei Ponti. La seconda missione, 7 mesi in Kosovo. Un clima diverso: facevamo vigilanza, ma stavamo anche in mezzo alla gente per una foto, un caffè o una birra. Entrambe le missioni mi hanno arricchito».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17474763:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17474763:1650051011/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Del suo comando a Cavezzo, invece, cosa ricorderà?
«Innanzitutto l’arresto, nel 2009, di un cinese che aveva ridotto in schiavitù dei connazionali in un laboratorio abusivo. Gli vennero contestati i reati di sequestro di persona e di riduzione in schiavitù. Per quest’ultimo fu la prima volta in ambito nazionale e venne anche Canale 5. Poi il terremoto. Che ci ha scombussolati sia in veste di carabinieri che nel privato. Infine, venendo a tempi più recenti, l’arresto dei due fratelli tunisini e spacciatori e quello dei rapinatori dell’Eurospin. Possibili grazie al contributo dell’ottimo sistema di videosorveglianza presente in paese. Per cui devo ringraziare la polizia municipale, a cui ricorriamo sempre per visionarlo, e l’amministrazione comunale per averlo installato. Grazie ai filmati delle telecamere è stato possibile risolvere molti casi».
Chi vuole ringraziare?
«Tutti i miei colleghi di Cavezzo, perché senza di loro non sarei nessuno, e i miei superiori che mi hanno lasciato libertà di azione. Poi l’amministrazione comunale ed il sindaco. Infine mia moglie Gabriella, perché non è facile essere sposata con un carabiniere, e mia figlia Marika, non sempre sono stato presente come genitore, è una ragazza intelligente ha capito il perché. Poi con lei il suo compagno Alessio. E, ovvio, il mio successore, maresciallo Marco Gelati, a cui faccio l’in bocca al lupo».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.17474762:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17474762:1650051011/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E ora cosa farà?
«Il nonno full-time del mio nipotino Matteo. Ma mia moglie mi ha stilato anche la lista delle cose da fare in casa. Glielo concedo: una fortuna averla conosciuta e sposata». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
