«Modena resiste al nuovo clima di intolleranza»
Nella giornata del “Natale” del profeta Maometto la comunità islamica ha aperto le porte ai cittadini modenesi ribadendo concetti di amicizia
C'era il pubblico delle grandi occasioni. A fare gli onori di casa Adel Laamane, giovane mediatore interculturale e presidente della Casa della Saggezza, Misericordia e Convivenza. La seconda realtà islamica organizzata di Modena, per dimensioni e anzianità, ha indetto nella mattinata di ieri la “Moschea aperta”, evento giunto alla sua 11esima edizione in città. La giornata si è aperta intorno le 11 con l'intervento dalla signora Amal Chitam, del Direttivo dell'associazione musulmana che ha introdotto il tema dell'incontro: “Medina, una città multietnica e multireligiosa”.
Un'iniziativa che si ricollega con il Mawlid, ovvero il presunto anniversario della nascita del Profeta Mohamed e che viene celebrata da almeno 10 anni a Modena. La spinta parte dall'alto: dal comitato esecutivo della Psm, “Partecipazione e Spiritualità Musulmana”, a cui la moschea di via Portogallo è affiliata. La Psm, organizzazione di ispirazione islamo-progressista, è una fra le più rilevanti associazioni musulmane a livello nazionale. Una realtà che cerca da sempre il dialogo con la cittadinanza e predispone, nei propri luoghi di culto, momenti di dibattiti e socializzazione aperti a tutti. “Perché questa è la moschea di tutti, appartiene a tutti, come il Duomo e qualsiasi Chiesa modenese ci appartiene”, esordisce Laamane che ha disegnato un paragone ideale fra Modena e la città dell'Egira:”A Medina, il Profeta Mohamed ha fondato il primo Stato islamico, uno Stato di diritto in cui la convivenza fra musulmani, cristiani e ebrei fu esemplare come è esemplare oggi l'integrazione nel territorio modenese. Noi non ascolteremo mai i seminatori di odio, gli avvelenatori di pozzi e rifiutiamo la retorica xenofoba e l'intossicazione mediatica anti-islamica”, aggiunge il presidente della Casa della Saggezza. «Mai come ora è fondamentale aprirsi alla nostra città di adozione, una città che resiste all'odio e al clima di intolleranza palpabile nel resto del paese», ha sottolineato invece Idriss Bakari, imam del centro islamico.
Tra il pubblico il sindaco Giancarlo Muzzarelli, con consigliere del Pd Antonio Carpentieri, Cristiano Terenziani e Adalberto Bisiotti, rispettivamente presidenti dell'Avis provinciale e comunale per il quale i musulmani di via Portogallo hanno donato il sangue a decine. C'era anche il rappresentante del Vescovo, impegnato nella concomitante conferenza episcopale, Ruggero Cavani. Virtualmente presente anche il Prefetto Maria Patrizia Paba che ha inviato una lettera di auguri. Accanto a loro, tante famiglie, giovani e meno giovani, ragazzi e ragazze velate e sorridenti.
Il sindaco ha ribadito la volontà dell'amministrazione di proseguire nel dialogo e nell'amicizia «in nome del bene comune, della crescita umana, del rispetto reciproco e dell'altruismo perché Modena è una città democratica e inclusiva e la moschea di via Portogallo porta nel suo stesso nome la sintesi dei valori che ci accompagnano da sempre». I presidenti dell'Avis hanno per conto loro lodato la generosità e l'impegno civico dei musulmani della Casa della Saggezza, in prima linea nelle donazioni di sangue con decine di volontari fra i quali gli stessi dirigenti del centro. La mattinata si è conclusa con il tradizionale buffet a base di piatti e dolci tipici della tradizione araba con cous-cous, baklava e thé alla menta fresca preparati da signore e ragazze della comunità. —
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