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Modena. Rubava l’oro ad anziani malati Arrestata operatrice sanitaria

Carlo Gregori
Modena. Rubava l’oro ad anziani malati Arrestata operatrice sanitaria

Colpiva quando era in servizio in strutture in città e in Geriatria a Baggiovara  Sfilava anelli e catenine alle persone non coscienti. La soluzione in una fede

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Arrestata un’operatrice socio sanitaria accusata di aver rubato anelli e collanine d’oro a una quindicina di pazienti anziani che ha seguito in alcune case di cura modenesi e all’ospedale di Baggiovara. È una boliviana 38enne e ora è ai domiciliari nel suo alloggio a Modena, come disposto dal pm Marco Imperato in accordo col gip Andrea Romito. L’arresto è avvenuto al termine di una lunga indagine condotta da Bruno Fontana, responsabile del posto di polizia di Baggiovara, con la Squadra Mobile e la Direzione sanitaria ospedaliera.

Tutto è iniziato in giugno quando in una casa di cura per anziani in zona Crocetta ci si è accorti che stavano sparendo oggetti d’oro. Gli occhi erano puntati verso una nuova Operatrice socio sanitaria (Oss), in servizio da poche settimane. I primi due dei tre casi denunciati sono stati fondamentali per capire. Prima un ottantenne al quale era sparita a collanina d’oro mentre si preparava in bagno. Nei paraggi c’era la donna. Poi un anziano debilitato si è svegliato nel letto sentendo che qualcuno aveva insaponato le sue dita e gli stava sfilando la fede nuziale. E ha riconosciuto la donna.

Poco tempo dopo, mentre le indagini erano già avviate, sempre all’agente del posto di polizia ospedaliero sono arrivate segnalazioni dal reparto di Geriatria di Baggiovara che stava avvenendo una razzia di oro molto simile. In pochi giorni erano saliti già a quattro i casi di denunce di furti di oggetti d’oro. Sempre da poco tempo era in servizio la stessa operatrice. In un caso la Oss aveva proposto a un anziano di fargli la barba e, mentre lo insaponava, questi si era accorto che la donna stava provando a sfilargli la catenina. A un altro anziano aveva fatto carezze non richieste e al termine era sparito l’anello al dito. Poi altri casi simili, tra gentilezze e affetto.

A fine estate la svolta. L’agente e i colleghi della Squadra Mobile fanno un giro nei “compro-oro” in città finché non si imbattono in un negozio che sta per mandare a fondere alcuni pezzi. Al registro risulta la presenza della operatrice, venuta alcune volte a vendere oggetti d’oro. Ma non è ancora tutto chiaro: la Oss sospettata, da indagini di polizia, risulta una immigrata regolare “pulita”, mai sfiorata da accertamenti e investigazioni. Ma tra gli oggetti fermati prima di finire nel crogiolo, anche un anello. Una fede con scritto Clara e la data delle nozze, 1962. Nessuno degli anziani derubati che fino ad allora avevano sporto denuncia rientra nella casistica del proprietario. Poi da indagini incrociate emerge che potrebbe appartenere a un anziano paziente dismesso da Geriatria poco tempo prima. E in effetti è così: l’anziano non aveva più la fede. Anche questa volta la Oss è riconosciuta dall’ex degente che aveva subito un furto senza però denunciarlo.

Mentre il sostituto procuratore Marco Imperato segue le indagini passo a passo iscrivendo la donna al registro degli indagati per furto aggravato e continuato, la polizia estende le indagini ad altre case di cura. Risulta chiaramente che ogni volta la stessa operatrice se ne era andata lasciando alle spalle una scia di furti d’oro. Il trucco, si scopre, è nel meccanismo di assunzione, del tutto legale. L’operatrice non ha bisogno di referenze: è semplicemente una dipendente a tempo determinato. Entra in servizio, insomma, come interinale su chiamata e quindi a nessuno viene in mente di verificare chi è e come ha lavorato in precedenza, tanto più che non ha mai avuto problemi con le forze dell’ordine.

Al termine delle indagini è incriminata per una quindicina di furti a pazienti anziani che ha seguito come Oss. Da una perquisizione in casa, a Modena non emerge nulla: segno che, secondo l’accusa, rubava e vendeva subito ai “compro-oro”. Infatti nel negozio che ha portato alla soluzione del caso, aveva fatto quattro consegne in un anno. Siccome la Procura ritiene che ci sia pericolo concreto che torni a colpire, è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari. L’arresto è stato eseguito l’altra mattina dalla Squadra Mobile. —

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