Modena, in coma irreversibile dopo una lite. Preso l'aggressore
E' finita la fuga dell'uomo che lo scorso 9 novembre, in via Nicolò dell'Abate, al culmine di una lite, aveva colpito con uno schiaffone un nigeriano di 32 anni provocandone la caduta a terra e lesioni gravissime alla testa. Si tratta di un nigeriano di 25 anni, a Modena da anni, che da qualche tempo vive da senza tetto nella zona della stazione, dopo aver perso il lavoro nel salumificio dove era impiegato.
MODENA. È in coma da dieci giorni dopo una caduta provocata da un violentissimo schiaffo: il presunto autore dell’aggressione, un nigeriano di 25 anni, è stato fermato dagli uomini della squadra mobile di
Modena per lesioni gravi ai danni di un 32enne connazionale poi ricoverato all’ospedale di Baggiovara.
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I fatti risalgono al 9 novembre scorso in via dell’Abate, nei pressi della stazione ferroviaria di
Modena. Al termine di una lite scoppiata per futili motivi, questa la ricostruzione degli investigatori, il fermato ha sferrato uno schiaffo a mano aperta colpendo al viso il connazionale poi caduto sbattendo la testa. Le sue condizioni rimangono molto gravi.
Gli uomini della squadra mobile, guidata da Salvatore Blasco, hanno identificato il 25enne grazie alle immagini riprese dalle telecamere della zona sia quelle comunali, che sono puntate proprio sul luogo in cui è avvenuta la lite - all'angolo con via Mazzoni - e quelle dei negozi etnici sempre nella stessa zona.. L’uomo aveva un permesso di soggiorno per motivi umanitari di cui erano in corso le procedure per il rinnovo.
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Il giovane, sottoposto a fermo su indagini della squadra mobile della polizia, è regolare, con permesso di soggiorno per motivi umanitari, entrato nel 2015 dalla costa siciliana. Richiedente asilo a Gubbio, ha lavorato in un prosciuttificio di Castelnuovo Rangone fino a tre mesi fa. Senza lavoro e dimora, dormiva nella zona della stazione. A quanto pare l'aggressione è nata per motivi banali, dopo una lite all'interno di un negozio alimentare. L'accusa è lesioni gravissime: lui si è difeso spiegando di non aver idea di aver provocato danni così gravi.
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Nei giorni successivi sono partite le ricerche che si sono concluse l'altro giorno quando l'uomo è stato fermato nei pressi della stazione. Ora si trova in stato di fermo con l'accusa di lesioni gravissime.
Gli agenti hanno visionato sin da subito le telecamere di sicurezza installate nella zona, in particolare quella che è stata montata proprio in via dell’Abate e che aveva un’ottima visuale.
Il gruppetto infatti è stato immortalato: si trattava di quattro africani che avevano iniziato a discutere poi uno, quello che sembrava il più agitato e il più alterato dall’alcol, è caduto a terra a peso morto dopo essere stato centrato dal colpo, a mano aperta, sferrato da uno degli altri tre.
Il 32enne ha sbattuto violentemente la testa per terra. Sul posto è arrivata un'ambulanza e una vettura con il medico. Il giovane subito non aveva perso conoscenza, sembrava soltanto stordito. Poi il suo stato si è aggravato, tant’è che il personale del 118 e il medico hanno provveduto ad intubarlo e a portarlo d’urgenza in ospedale. Qui è stato ricoverato in terapia intensiva per la sospetta frattura alla base del cranio: le sue condizioni sono critiche e la prognosi è riservata.
«Esprimo la massima soddisfazione per la rapida ed efficace risposta che ancora una volta la procura di Modena, in persona della pm Lucia De Santis che ha mirabilmente coordinato le indagini, e la polizia giudiziaria, ovverosia la squadra mobile, hanno saputo dare a fronte di un gravissimo episodio di violenza avvenuto nella nostra città», ha commentato il procuratore di Modena Lucia Musti. «La peculiarità dell'indagine è stata anche nel certosino e professionale esame delle immagini di video-sorveglianza del Comune di Modena partendo dal particolare di un accessorio quale un cappellino da baseball - ha concluso Musti - di colore azzurro».
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