«Ex Amcm, la bonifica dell’area sarà pagata dai cittadini»
L’accusa della Lega al Comune, che replica: «Di norma pagheremmo noi ma questa volta le imprese si sono accollate spese fino a 500mila euro»
Chi pagherà la bonifica dell’area ex Amcm, i cui costi rischiano di lievitare notevolmente? A sollevare il caso è la Lega, che torna così sulla riqualificazione del complesso di viale Carlo Sigonio: «Il Comune ha appena affidato l’esecuzione delle indagini ambientali a un incarico diretto - spiega Stefano Soranna, braccio destro del commissario cittadino Luca Bagnoli - visto che, come previsto da una determinazione dirigenziale, è necessaria un’integrazione al rapporto redatto nel 2013 che sollevava alcune criticità, puntualizzate poi da Provincia, Arpa e Ausl. Le indagini, che dovranno terminare entro il 31 dicembre 2018, sono il primo passo per comprendere la successiva tipologia di bonifica e ovviamente i relativi costi». L’esponente del Carroccio fa però notare che «consultando i numerosi documenti relativi al progetto, particolarmente interessanti risultano i nove verbali della commissione giudicatrice, responsabile della procedura competitiva per l’affidamento dell’intervento: relativamente al tema della bonifica, emerge da subito una certa preoccupazione da parte di Cmb (sono previsti anche dei parcheggi interrati)». E se in un verbale la commissione prevede che sia il soggetto attuatore, ovvero la Rete temporanea di imprese, «ad assumere integralmente a proprio carico gli oneri delle indagini preliminari, della caratterizzazione, della messa in sicurezza e della bonifica dell’area - riprende Soranna - nei seguenti verbali il tema delle indagini ambientali e della bonifica non appare più. Anzi, leggendo la documentazione relativa alla presentazione di offerta vincolante presentata dai proponenti si nota subito che Rti è disposta a pagare fino ad un massimo di 500mila euro gli oneri di bonifica ambientale. Sembra esserci quindi un’evidente discrepanza tra la volontà iniziale del Comune e la proposta del soggetto attuatore: i costi di bonifica preoccupano molto le imprese, le quali evidentemente ritengono che i costi siano molto superiori a 500mila euro. Sarà il Comune (e quindi i cittadini) a dover pagare il completamento dell’operazione, o semplicemente il rischio è che i lavori si fermino all’improvviso? Perplessità a cui replica l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli: «Di norma - spiega - sulla base del principio giuridico “chi inquina paga” del Codice dell’ambiente, è il proprietario che garantisce la bonifica dei terreni prima del passaggio delle aree da riqualificare. In questo caso, però, il Comune si è limitato a finanziare le indagini ambientali per alcune migliaia di euro, mentre il costo della bonifica è stato posto a carico dell’impresa che realizzerà gli interventi». Per quanto riguarda i 500mila euro, l’assessore fa notare che «è stato fissato un limite che i tecnici giudicano una soglia di cautela sufficientemente alta per garantire la realizzazione dell’intervento di rigenerazione urbana nel quale la bonifica dei terreni ha un ruolo decisivo». I primi interventi in programma nel comparto a carico dei privati sono relativi alle opere pubbliche, in particolare la riqualificazione delle piazze e la realizzazione della palestra, «ma già la bonifica dell’area rappresenta un intervento di rilevante interesse pubblico - aggiunge Vandelli - la precondizione per ogni iniziativa concreta di autentica rigenerazione urbana». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
