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Il rapper Malacarne «Non c’entro nulla con l’accoltellamento»

Tiziano Soresina
Il rapper Malacarne «Non c’entro nulla con l’accoltellamento»

Il rapper sassolese Emilio Finizio, nome d’arte Malacarne, è accusato, con un amico, di tentato omicidio di un calciatore «Mi dispiace per l’accaduto, ma non sono un violento»  

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SASSUOLO. Si sono entrambi avvicinati in aula alle due parti offese per scusarsi e dire all’unisono: «Non siamo dei violenti». Ha preso una piega inaspettata, ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia, l’udienza preliminare in cui è stata affrontata la vicenda dell’accoltellamento, nella notte fra il 3 e il 4 febbraio scorso, dell’albanese 22enne Aldi Shpijati (ex bomber dell’Arcetana ora alla Casalgrandese). Vicenda in cui è coinvolto il rapper sassolese Emilio Finizio, conosciuto con il nome d’arte di Malacarne. Il calciatore era stato accoltellato all’addome a seguito di un diverbio scoppiato nei pressi della stazione ferroviaria di Scandiano, nel Reggiano.

I due giovani accusati, in concorso, di tentato omicidio sono entrambi in carcere. Ieri le loro scuse. Il 30enne Juri Margini, originario di Castelnovo Monti ma residente a Viano, sempre nel Reggiano, ha confermato in aula quanto già esposto in passato agli inquirenti, cioè la reazione a un’aggressione. Diversa la versione dell’altro imputato, cioè il 36enne Emilio Finizio, originario di Sassuolo ma pure lui con residenza a Viano. Tutelato dai legali Marco Augusto Pellegrini e Fabio Di Salvo, il 36enne ha rimarcato d’essere dispiaciuto per l’accaduto, ma anche di non c’entrare con l’accoltellamento: «Ho passato io a Margini il coltello, perché me lo aveva chiesto in una fase precedente alla colluttazione che ha portato all’accoltellamento - ha spiegato in udienza - e lo tenevo con me perché lo usavo sul palco per preparare i collegamenti elettrici dei microfoni. Poi sono rimasto in disparte. Se avessi immaginato quanto sarebbe successo non avrei mai passato il coltello a Margini, perché oltretutto conoscevo il ragazzo rimasto ferito e nei suoi confronti non avevo motivo di rancore».

Sempre nell’udienza preliminare la mossa degli imputati di puntare sul rito abbreviato - il pm Giulia Stignani aveva optato per il giudizio immediato - con riserva di patteggiamento, visto che pendono trattative per il risarcimento danni. Se ne saprà di più l’11 gennaio. Comunque sia, ieri si sono costituiti parte civile il calciatore albanese e il marocchino 24enne Amin Aouaj (residente a Scandiano), minacciato con il coltello. —
 

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