Inchiesta Veleno Assistenti sociali: «Non si danneggi il nostro lavoro»
«I cittadini devono aver fiducia Tuteliamo le persone fragili» E il sindaco di Mirandola «Se ci sono fatti nuovi se ne occupino i magistrati»
L’ordine degli assistenti sociali difende l’operato dei colleghi che hanno operato nella Bassa. Intanto la questione assume sempre più toni rilevanti a livello nazionale.
«In merito alla vicenda di oltre vent’anni fa relativa alle quaranta persone accusate di gravi reati e che ha portato all’allontanamento di sedici minori dalle loro famiglie, e su cui la Magistratura si è espressa in via definitiva, ribadisco la mia vicinanza, comprensione e solidarietà a quanti patiscono ancora oggi le conseguenze di quei drammatici avvenimenti. Credo fondamentale che, nel rinnovare l’attenzione su quei fatti, quanti ricoprono ruoli importanti nei media e nelle istituzioni evitino, anche solo involontariamente, accostamenti denigratori e diffamatori tra gli avvenimenti di allora e il lavoro svolto oggi dai Servizi sociali e dagli assistenti sociali».
Così Rita Bosi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli assistenti sociali dell’Emilia Romagna.
«È bene ricordare sempre che gli assistenti sociali – dice ancora - svolgono quotidianamente compiti delicatissimi di protezione delle famiglie, dei minori oltre che di salvaguardia dei diritti fondamentali di ogni persona. Come mobilitatori e attivatori di processi positivi, l’operato della nostra professione ha sempre l’obiettivo di tutelare, attraverso la pianificazione e la gestione di precisi piani di interventi, quei contesti familiari che si trovano in condizioni di difficoltà e marginalità sociale».
«È importante che i cittadini - così come l’opinione pubblica e le istituzioni - abbiano fiducia nei Servizi sociali e negli assistenti sociali. Se così non fosse - conclude - il danno maggiore verrebbe patito proprio dalle persone più fragili che, allontanandosi dai Servizi, non avrebbero più la possibilità di essere seguite e accompagnate nel processo di superamento delle situazioni difficili in cui si trovano momentaneamente».
Tesi sostanzialmente condivisa dal sindaco di Mirandola, Maino Benatti: «Ricordo che si è arrivati fino a un terzo grado di giudizio. Se ci sono fatti nuovi e concreti, si vada in Procura, altrimenti temo che questo clamore non risolva il dolore e lo strazio».
Intanto ieri Pablo Trincia, autore di “Veleno” ha presentato alla Rai i documenti a sostegno della tesi dei “falsi ricordi” indotti da tecniche errate sui bambini di allora. Stasera invece a Matrix (Canale 5) saranno ospiti l’avvocato Patrizia Micai, che sta valutando la riapertura dei processi, e una mamma - mai condannata - che non ha più rivisto le due figlie. —
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