L’addio a Rino Giugni Il dj Sforza: «Un mito Nessuno era come lui»
Gli amici più stretti c’erano, il sindaco Claudio Pistoni anche, e questo è stato senza dubbio confortante per la moglie Caterina Meglioli, il figlio Rodolfo, la nuora Valeri ed il nipote Alessandro....
Gli amici più stretti c’erano, il sindaco Claudio Pistoni anche, e questo è stato senza dubbio confortante per la moglie Caterina Meglioli, il figlio Rodolfo, la nuora Valeri ed il nipote Alessandro. Il funerale di Rino Giugno l’83enne fondatore del famoso Kiwi di Piumazzo, tenutosi nella chiesa di Sant’Antonio, officiato da don Giovanni Rossi, è stato anche un momento per ripercorrere tra le decine di persone intervenute, tempi indimenticabili e mai dimenticati.
Tra i principali amici di Giugni c’è Maurizio Sforza, che è stato dj per 40 anni al Kiwi. Ha iniziato nel locale di Piumazzo ed è andato in pensione con i contributi che gli aveva versato Rino Giugni. «Sono dieci anni che mi godo la pensione e devo dire grazie a Rino che mi ha fatto lavorare in regola, caso quasi unico nel mondo delle discoteche in quell’epoca. E non lo ha fatto solo con me visto che ci teneva a non fare lavorare in nero nessuno, dai camerieri ai baristi, per finire a chi stava dietro alla consolle. Era proprio un uomo all’antica».
Maurizio Sforza arrivò nel locale di Piumazzo circa un anno dopo la sua costruzione. « Quando il Kiwi stava per chiudere - prosegue il dj - il titolare aveva cercato di cederlo agli altri soci, che pure gravitavano nel mondo del ballo. Lui era stanco ma non voleva vederlo morire così». E poi tanti ricordi: Quando si spegnevano le luci ci si ritrovava a giocare a carte oppure si disputavano partite di calcio contro altri locali. Rino giocava ala sinistra ed era felice di partecipare». —
NICOLA CALICCHIO
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
