L’uomo del dialogo in un’epoca complessa
Giancarlo è stato uno dei principali protagonisti della storia modenese. Ha attraversato la stagione del Dopoguerra, degli anni della rinascita industriale, le lotte operaie e studentesche del 68, il...
Giancarlo è stato uno dei principali protagonisti della storia modenese.
Ha attraversato la stagione del Dopoguerra, degli anni della rinascita industriale, le lotte operaie e studentesche del 68, il terrorismo e poi l’epoca della crisi economica, fino ai nostri confusi giorni. Figlio di un bracciante di Campogalliano, rimasto orfano del padre, deve lavorare come garzone in diverse botteghe e poi operaio nella fabbrica da Crotti-bilance. Giancarlo, figlio di un padre socialista, partecipa attivamente alle lotte in fabbrica. Licenziato, viene chiamato in segreteria della Cisl a Modena. Diventa segretario dei metalmeccanici e poi nel 1983 segretario generale della provincia. Partecipa infine alla segreteria regionale. In pensione ha continuato a collaborare con il sindacato, con studi e ricerche, e alla costruzione dell’archivio storico della Cisl. Bernini è stato un uomo con la schiena dritta che aveva nel suo Dna l’impegno del lavoratore socialista del padre e la sensibilità cristiana della madre. La capacità e professionalità non era data da lauree e titoli, ma dalla lunga pratica in mezzo ai suoi operai, e dalla frequentazione di convegni, letture e corsi. Un uomo del dialogo e della mediazione sia nelle mille contrattazione con i “padroni” sia con gli operai. Specialmente con gli altri sindacati in particolare la Fiom (Cgil) con i quali per il bene dei lavoratori cercava l’alleanza più dello scontro. Cosa oggi rara: per il bene della collettività al di là delle appartenenze ideologiche e delle scalate politiche. La “Commissione Bernini” degli anni 70 fu un miracolo politico: riuscì a costruire un alleanza di fatto con tutti i sindacati per chiedere non solo aumenti salariali, ma il benessere e la salute in fabbrica, le mense, gli asili nido, le biblioteche, le case. Ottenne risultati inaspettati. Era il tempo del dialogo tra operai, studenti e insegnanti. Un sindacato per la città. Gian Carlo abitava al Villaggio Giardino. Non mancava mai alle iniziative dove interveniva con sensibilità e competenza. Quando parlava usava un linguaggio preciso e concreto, uno slang di dialetto e italiano appreso dal contatto con gli operai. È stato un testimone prezioso, la sua memoria sia di insegnamento. —
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