Gazzetta di Modena

Modena

pavullo 

Anziano bastonato per 350 euro Ha rischiato di morire in casa

Daniele Montanari

La vittima salvata da un vicino: soccorso e convinto a denunciare l’aguzzino I carabinieri fermano l’aggressore che si era reso irreperibile dopo il pestaggio 

3 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO

Un pestaggio da Arancia Meccanica, ai danni di un anziano in casa sua. È successo la sera del 4 novembre a Gaiato, ma è stato reso noto solo ora che le indagini si sono chiuse con l’arresto dell’autore della brutale aggressione. Il massimo riserbo si era imposto per il timore di un pericolo di fuga del ricercato. Invece, al termine di un’attività di ricerca piuttosto impegnativa condotta dai carabinieri del Norm di Pavullo, da venerdì il 35enne marocchino A.E. è nel carcere di Modena. Anche se è ben difficile trovare una spiegazione.



È successo alle pendici del monte di Gaiato, in un’abitazione di campagna sulla Fondovalle Vecchia a fianco della sp 4 dove vive un 76enne. Conosceva da tempo il suo aggressore, al quale fino a quel momento era stato legato da un rapporto confidenziale e di amicizia, tanto che quella sera l’aveva invitato a casa a bere qualcosa. Forse non sapeva fino in fondo con chi aveva a che fare: il 35enne, residente a Montese dove era conosciuto come ambulante (ma non aveva un lavoro vero), era già noto ai carabinieri per precedenti specifici di violenza.

Difficile capire come sia iniziata, sicuramente anche l’alcol avrà avuto il suo peso. Fatto sta che tra i due è nata una lite in cui il 35enne ha sfogato un’aggressività tremenda: ha preso un bastone e ha percosso l’anziano con estrema violenza, in particolare alla testa e al volto. Chi l’ha visto anche qualche giorno dopo, quando sono emersi i gonfiori, riferisce di occhi neri e un viso stravolto come quello di un pugile.

L’aggressore l’ha lasciato a terra in mezzo al sangue, gli ha sfilato 350 euro dal portafogli e se n’è andato terrorizzandolo ulteriormente con una frase del tipo: “Guai a te se chiami i carabinieri, perché torno qui e ti aammazzo”. Il ferito ha passato così tutta la notte, riverso in uno stato di semi-incoscienza. La sua fortuna l’indomani è stata la visita di un vicino che non riusciva a credere ai propri occhi quando l’ha visto e, anche se il 76enne non voleva per timore di ritorsioni, ha chiamato subito i carabinieri.



Sul posto i militari all’inizio hanno potuto raccogliere dalla vittima solo poche informazioni sull’accaduto. Il 76enne è infatti stato trasportato in ospedale ancora in uno stato di grande stordimento. Ha rischiato grosso: tuttora, due settimane dopo l’episodio, vista l’età la prognosi è riservata, anche se l’evoluzione clinica è stata positiva e non è più ritenuto in pericolo di vita. Dalle poche parole scambiate con lui una volta migliorate le condizioni e dagli elementi raccolti sul campo, i carabinieri del Norm si sono fatti un’idea ben precisa su chi poteva essere l’aggressore, già conosciuto appunto per precedenti. Ma non è stato affatto facile prenderlo: dopo l’episodio il 35enne si è dato alla macchia non facendo più ritorno nella sua casa di Montese e c’era il timore concreto che fosse fuggito in giro per l’Italia. Invece venerdì i militari lo hanno intercettato di passaggio con la macchina a Pavullo e hanno proceduto all’arresto a seguito dell’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google