Cinque ricercatori dell’Ateneo per “velocizzare” la Giustizia
l’iniziativaCinque ricercatori per accelerare e rinnovare la giustizia (anche telematica). I neolaureati Unimore possono partecipare fino al 4 dicembre al bando regionale di selezione per attività...
l’iniziativa
Cinque ricercatori per accelerare e rinnovare la giustizia (anche telematica).
I neolaureati Unimore possono partecipare fino al 4 dicembre al bando regionale di selezione per attività negli uffici giudiziari e accedere a una borsa di studio di 1.100 euro mensili. Tre di loro faranno capo al Tribunale, due alla Procura. «Intendiamo far crescere la sensibilità della cultura del dato», ha sottolineato ieri a Giurisprudenza Pasquale Liccardo, presidente del Foro modenese.
Liccardo ha rimarcato i risultati del processo civile telematico, «che rappresenta un avanzamento a livello mondiale e lascia un senso d’incredulità in chi è asseritamente più avanti di noi».
I borsisti entreranno nei meccanismi del processo civile telematico e non solo. «Cominciamo finalmente a parlare di processo penale telematico – ha aggiunto il sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio – e su questa strada c’è molto da fare. I giovani verranno a studiare e non solo a lavorare. Creeremo un rapporto bidirezionale, in cui ci avvarremo di energie, idee e lavoro manuale, trasmettendo loro anche know-how». Di Giorgio ha indicato dove saranno collocati i borsisti in Procura.
«Da un lato si occuperanno di servizi amministrativi a funzione economica, spese di giudizio, procedure elettroniche, gestione e manutenzione di sedi giudiziarie – ha aggiunto il sostituto procuratore – dall’altro saranno impiegati nell’ufficio “415 bis”, in cui si svolge la digitalizzazione di atti di funzione dell’ostensione della determinazione sull’azione penale». Sui tempi della giustizia è intervenuto Liccardo.
«Viviamo in un periodo di grande accelerazione sociale – ha spiegato il presidente del Tribunale – in cui l’istituzione giudiziaria, come le altre istituzioni, è chiamata a un’accelerazione. Esiste un tempo da eliminare ed è quello morto, come quello di attraversamento di una pratica da una scrivania all’altra, che abbiamo già superato. Tuttavia, il tempo della riflessione sul caso di vita, sulla tragedia lo dobbiamo preservare. Dobbiamo togliere i tempi morti e aumentare quelli per decidere».
Un contributo giungerà dai laureati Unimore negli ultimi 12 mesi e con un voto minimo di 100. Possono partecipare i neodottori in finanza; relazioni internazionali; scienze dell’economia; scienze della comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità; scienze della politica; scienze delle pubbliche amministrazioni; scienze economiche per l’ambiente e la cultura; scienze economico-aziendali; scienze per la cooperazione allo sviluppo; scienze statistiche; scienze statistiche attuarie e finanziarie; servizio sociale e politiche sociali; sociologia e ricerca sociale; studi europei; teoria della comunicazione; giurisprudenza. —
G.F.
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